Desertificazione commerciale: l’effetto (brutto) dei negozi che chiudono
Serranda dopo serranda, in Italia stiamo assistendo da anni a un fenomeno preoccupante: la desertificazione commerciale. Prima chiude un negozi, poi un altro, e sembra quasi che sia la normale evoluzione delle cose. Poi ci si accorge che la vita di quartiere non esiste più. Il commercio di prossimità, quello che tiene insieme economia e relazioni, sta attraversando uno dei momenti più delicati degli ultimi decenni.
Negli ultimi 13 anni, nel nostro Paese sono sparite oltre 130 mila imprese del commercio al dettaglio. Oggi ne restano circa 645 mila, il 16% in meno rispetto al 2011. Numeri che raccontano una trasformazione profonda, non solo economica ma sociale.
Meno negozi significa meno servizi
Dietro a questi dati c’è il fenomeno della desertificazione commerciale. Meno negozi significa meno servizi, meno presidio del territorio, meno vita quotidiana. Lo studio “Il Valore della Reciprocità”, realizzato da Nomisma per l’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, nasce proprio per capire cosa stia succedendo e perché.
Quando le attività commerciali spariscono, anche i quartieri – così come le piccole città – perdono di qualità e diventano più a rischio. Aumentano i vuoti urbani e l’insicurezza, cala l’attrattività, si abbassa la qualità della vita. È un circolo che si autoalimenta e che, se non viene interrotto, lascia segni difficili da cancellare.
La reciprocità come collante invisibile
Al centro della ricerca c’è un concetto semplice, quasi antico: la reciprocità. Si tratta di fare qualcosa per il proprio ‘mondo’ senza pretendere subito un ritorno. Secondo Francesco Capobianco di Nomisma, la survey condotta a inizio 2025 mostra che gli italiani ne riconoscono il valore nella vita quotidiana, anche se spesso faticano a tradurlo in scelte concrete.
Eppure, quando si parla di negozi di vicinato, la consapevolezza c’è, eccome. L’84% degli intervistati dice di sostenere l’economia locale. Non sono solo luoghi dove si compra: per l’81% rendono vivi i centri urbani, per il 72% hanno un impatto sociale positivo.
Il valore della vicinanza
Certo, restano delle criticità. I prezzi percepiti come più alti, la varietà limitata, la comodità di altre forme di acquisto. Ma a parità di qualità, la maggioranza degli italiani è disposta a spendere qualcosa in più, soprattutto per prodotti freschi e specialità locali.
E le previsioni indicano che questi acquisti potrebbero crescere nei prossimi anni.
Un Manifesto contro la desertificazione
La ricerca mostra poi che il 91% degli italiani considera la reciprocità un valore importante. Fiducia, etica, senso di appartenenza sono definizioni ricorrenti nelle risposte. Tanto che quasi una persona su due pensa di aumentare il proprio impegno sociale nel prossimo futuro.
Da qui nasce anche il Manifesto contro la desertificazione commerciale, promosso da Nomisma e Percorsi di Secondo Welfare: un invito aperto a territori, amministrazioni e cittadini a condividere idee e pratiche per mantenere i negozi aperti.