Funzionamento dei compressori rotativi a vite

I compressori rotativi a vite sono degli eccezionali strumenti, oggi largamente adoperati nell’industria e nei cantieri data la loro grande versatilità e capacità di velocizzare il lavoro, oltre a quella di semplificarlo.

Si tratta di un dispositivo che è adatto anche per essere utilizzato 24 ore al giorno ed in grado di restituire performance di livello.

La loro caratteristica principale è quella di riuscire ad offrire aria compressa continuamente, garantendo il massimo della silenziosità e dell’efficienza.

I compressori industriali di questo tipo sono inoltre in linea con la normativa vigente in tema di sicurezza sul lavoro e dunque offrono il massimo anche da questo punto di vista, il che non è certamente un aspetto secondario.

Funzionamento dei compressori rotativi a vite

Per quel che riguarda il funzionamento, bisogna dire che questo è basato sul principio di contro rotazione da parte di due rotori di forma elicoidale: questi vanno a comprimere l’aria introdotta da parte del condotto di aspirazione e la spingono verso il condotto di mandata.

È proprio durante questo percorso che lo spazio va a ridursi con un conseguente aumento della pressione. Ciò rende questo tipo di compressore il mezzo ideale per quanti necessitano di avere aria compressa per un tempo prolungato.

I vantaggi

I vantaggi che i compressori rotativi a vite sono in grado di offrire sono notevoli. Tra questi possiamo citare:

  • Affidabilità ed efficienza
  • Ottimizzazione dei consumi
  • Costi contenuti
  • Bassa rumorosità

Da considerare come fattori quali l’affidabilità e la qualità dei materiali siano imprescindibili in un compressore a vite, in quanto questi devono garantire prestazioni ottimali H24. Questa è la soluzione migliore quando si necessita frequentemente nel corso della giornata di aria compressa, soprattutto se se ne ha bisogno velocemente.

Quel che ancora non sai sui compressori rotativi a vite

Per evitare che si formi della condensa all’interno del serbatoio dell’olio, il compressore a vite necessita di raggiungere una determinata temperatura di esercizio. Quando lavora infatti a temperature fino ad un massimo di 45°C, questo strumento è in grado di offrire un concreto risparmio sui consumi.

Ciò è molto importante in quanto i costi dovuti alla gestione di un compressore di questo tipo dipendono quasi esclusivamente dal consumo energetico. Anche il fatto che sia in grado di lavorare in maniera quasi completamente silenziosa è molto importante perché significa che questo tipo di compressore è in grado di infastidire e stressare per nulla i lavoratori ed in particolare la persona addetta al suo utilizzo.

È preferibile inoltre spostarlo nel caso in cui il locale in cui viene utilizzato abbia una temperatura che scende sotto lo zero.

È presente infatti un dispositivo di sicurezza il cui fine è quello di andare a bloccare il compressore nel momento dell’avvio se la temperatura dell’ambiente è sotto lo zero.

Alla stessa maniera, eventuali gas o polveri presenti nell’aria possono danneggiare l’apparecchio, per cui è bene accert arsi che l’ambiente, ed in particolare gli spazi intorno, siano perfettamente puliti così da evitare ogni tipo di problema per quel che riguarda una possibile otturazione dei filtri, ad esempio.

Conclusione

Si tratta dunque di un macchinario molto particolare e perfettamente in grado di velocizzare e rendere più semplice il lavoro di cantiere, consentendo agli operai di poter completare più velocemente il proprio compito con il massimo della precisione.

Per questo motivo è bene accertarsi che il compressore possa essere nelle condizioni, incluse quelle ambientali, di lavorare al meglio così da poter diminuire non soltanto i costi legati ai consumi ma anche quelli che riguardano la gestione e la manutenzione del dispositivo, il che è certamente un bene per aziende ed imprese di ogni tipo.

Codici sconto Shein, la moda a prezzi convenienti


I Codici Sconto Sheinpermettono di fare acquisti a un prezzo conveniente nei negozi online Shein, famosi per i vestiti di alta qualità e accessori unici e in linea con la moda del momento. Chi ama seguire le tendenze trova nel brand, fondato nel 2008, un valido alleato per acquistare top, pantaloni, abiti, gioielli e accessori.

Shein può contare su oltre 2 milioni di articoli in stock e 500 nuovi arrivi ogni giorno e il brand piace ai clienti che amano vestirsi alla moda anche per la presenza di offerte esclusive e sempre nuove. I saldi Shein ricorrono, con alcune differenze da regione a regione, 2 o 3 volte all’anno e chi non approfitta di queste occasioni per fare shopping a livello scontato può contare sul sito Sconti e Buoni e sui codici sconto Shein.

Cosa sono i codici sconto Shein?

Il codice sconto Shein è il miglior modo per risparmiare facendo acquisti online e oggi è conosciuto e apprezzato da tutti gli amanti dello shopping digitale. Si compone di una serie di lettere e numeri e va inserito nel carrello degli acquisti per risparmiare dal 5 al 70% sull’importo totale della spesa in base al brand e alle promozioni attive al momento sul prodotto scelto.

Sul nostro sito puoi trovare i migliori codici sconto Shein e coupon aggiornati e verificati ogni giorno, assieme alle offerte più convenienti. Si tratta solo di trovare quella più adatta a te.

Come si usa il codice sconto Shein?

Per usufruire del codice basta cliccarci sopra per essere indirizzato al sito Shein e successivamente finalizzare l’acquisto incollando il codice prima della conferma del pagamento. Oltre al codice Shein standard si possono trovare online le offerte Shein Esclusive che permettono ai clienti di risparmiare sui principali ecommerce online. Solo con i codici sconto puoi acquistare ad un prezzo ribassato il capo di abbigliamento che più ti piace!

I Buoni Sconto Shein si possono applicare durante l’acquisto sul sito ufficiale Shein per risparmiare immediatamente sull’acquisto grazie agli appositi codici sconto. Da sempre Shein è sinonimo di moda alla portata di tutti e acquistare ad un prezzo ancora più basso maglie, vestiti, gonne e pantaloni è un’ottima occasione per rinnovare il guardaroba. Tanti vestiti alla moda a un piccolo prezzo: è questo il punto di forza di un sito che conquista oggi persone di ogni età.

Gli arredi luxury per valorizzare ogni angolo di casa

Quando hai un angolo di casa che non sai bene come arredare o valorizzare, delle volte si finisce con l’adottare una scelta che a conti fatti non soddisfa e che non risolve la necessità di riempire quello spazio che continua comunque a sembrare vuoto e fuori contesto.

Meglio invece pensare a qualcosa che effettivamente possa inserirsi bene in quel determinato ambito e rappresentare un valore aggiunto per l’intero ambiente. Spesso infatti, non siamo in grado di determinare cosa possa effettivamente completare gli arredi di casa e finiamo con l’optare per qualcosa di cui poi ci pentiamo o ci stanchiamo presto.

La scelta dell’arredo perfetto

In questi casi la soluzione perfetta è scegliere un arredo che effettivamente possa arricchire l’intero ambiente, soddisfacendo ogni necessità di arredamento e apportando quel contributo necessario di stile e ricercatezza di cui avevamo bisogno.

A tal proposito, gli arredi luxury rappresentano una possibilità da tenere in considerazione, grazie alla loro naturale capacità di inserirsi bene in qualsiasi tipo di contesto, arricchendolo e valorizzandolo.

Sul sito di FG Art and Design puoi trovare diversi esempi di arredi creativi e scoprire la creatività e la manualità degli artigiani che hanno progettato e realizzato queste vere e proprie opere d’arte da esporre in casa. Queste creazioni sono realizzate in legno, in ferro o altri materiali, per cui non ti sarà difficile riuscire ad individuare la soluzione che più delle altre si adatta alle tue necessità.

Gli arredi più eleganti

Perché infatti optare per un arredo qualunque quando puoi scegliere una soluzione ancora più particolare e realmente in grado di rendere ogni ambiente ancora più accogliente e curato? Dagli specchi di design alle sculture luminose, passando per le sculture in ferro agli oggetti in ceramica, non ti sarà difficile individuare l’arredo perfetto per completare quel particolare angolo di casa in maniera armoniosa con il contesto.

Badge aziendale: vantaggi per il datore di lavoro ma anche per i dipendenti


L’utilizzo di un badge timbratura che possa registrare gli ingressi e le uscite dei dipendenti dai locali in cui avviene svolta l’attività lavorativa, comporta dei vantaggi sia per il datore di lavoro che per i dipendenti stessi.

Sicuramente per il datore di lavoro vi è il vantaggio di poter controllare in maniera precisa la presenza in sede dei propri dipendenti e gli orari di ingresso e di uscita, verificando che questi possano essere rispettati ogni giorno. Per quel che riguarda i dipendenti invece, questi hanno il vantaggio di sapere che tutto il proprio lavoro effettuato venga riconosciuto in maniera automatica.

Rilevazione automatica e comunicazione degli orari all’ufficio buste paghe

In particolar modo il badge si interfaccia con un sistema di regolazione degli ingressi che si attiva ogni qualvolta esso viene inserito o avvicinato al lettore, registrando così l’evento e dando conferma tramite un apposito avviso acustico.

Dunque il badge aziendale è un efficace strumento di rilevazione degli accessi in grado di contenere informazioni personali relative a ciascun possessore, motivo per cui non può essere ceduto ad altri colleghi di lavoro. Non appena il badge viene effettuato per l’accesso, l’ingresso o l’uscita vengono rilevati e inviati ad appositi server. A questo punto uno specifico software si occupa di processare i dati e di inviare le informazioni necessarie all’ufficio buste paghe, anche relativamente ad eventuali ritardi di ingresso o di uscita.

Badge magnetici e di prossimità in base alle proprie necessità

Cotini srl propone sia badge di prossimità, i quali funzionano semplicemente avvicinando il badge al lettore, che magnetici. Possono essere acquistati totalmente di colore bianco oppure personalizzati tramite numero progressivo, ragione sociale o logo dell’azienda abbinato alla fotografia del dipendente, così da facilitare le operazioni di riconoscimento.

Questi badge possono essere acquistati in lotti che partono da 10 pezzi e possono essere programmati in base alle proprie necessità. Il peso di ciascun badge è di circa 5 grammi e la capacità di memoria è di 1 Kbyte.

IWM | Ottima Acqua dal Rubinetto di Casa

L’acqua è una ricchezza essenziale nella nostra esistenza poiché aiuta a mantenere il nostro organismo ben idratato ed efficiente nel corso del tempo. Il dilemma è sempre il solito: meglio bere acqua in bottiglia o l’acqua del rubinetto?. Il mercato ci offre una vastissima scelta di acque imbottigliate che cambiano composizione a seconda dei minerali e delle sostanze utili all’organismo che contengono eppure, se si esula dall’ambito dell’acqua destinata ad essere bevuta, in quanti utilizzano acqua imbottigliata per scopi differenti dal berla, quale lavare le stoviglie, riempirne per bollire, fare un caffè e simili? La maggior parte delle persone utilizza l’acqua del rubinetto. Oppure per un gesto tanto quotidiano quale è quello di lavarsi le mani, i capelli o fare una doccia? Certamente nessuno la utilizza. In pochi tengono però in considerazione il percorso che l’acqua attraversa fino ai nostri lavandini. E parliamo delle tubature, spesso e volentieri vecchie ed incrostate, tralasciando quelle notizie allarmanti che ogni tanto si sentono, sulla presenza in essa di elementi nocivi come l’amianto o addirittura arsenico e tallio. Spesso notiamo un cattivo odore o sapore nell’acqua che prendiamo dal rubinetto, come una scarsa limpidezza e così via, tutti elementi che inducono ad acquistare casse già imbottigliate, con un certo costo nel tempo. Un’acqua non pura può a lungo andare intaccare la cute, anche a livello microscopico, se si pensa al semplice gesto di lavarsi le mani, inaridire i capelli e creare altri piccoli danni che sfociano inevitabilmente nella ricerca di un rimedio per ristabilire equilibri anche dermici intaccati, con il loro relativo costo. La soluzione è quella di installare in casa un depuratore acqua. Ma quale, fra tutti quelli presenti sul mercato? Se si punta all’eccellenza allora vuol dire scegliere IWM. L’IWM, International Water Machines è l’azienda leader nel trattamento delle acque potabili. I suoi depuratori garantiscono una purezza dell’acqua al 100%, leggera ed oligominerale, priva di calcare e di tutte quelle sostanze che appesantiscono il lavoro del nostro organismo, ideale sia ad uso alimentare che domestico in generale ad un costo molto vantaggioso nel tempo.Sul sito internet è possibile visionare i prodotti IWM per avere anche un riscontro visivo, altrimenti basta chiamare il numero verde: 800 800 813 per poter porre le proprie domande o curiosità.

Giochi gonfiabili: attira più clienti!

Ah che bello uscire la sera, andarsi a mangiare qualche piatto tipico in un bel ristorante, fare quattro chiacchiere con gli amici o semplicemente con il tuo partner, godersi l’atmosfera del posto … Come dite ? I figli ? Ah è vero … è per questo che la maggior parte delle coppie non mette mai il naso fuori di casa ? Bene, facciamo qualcosa per loro. Sei hai un ristorante, una trattoria, una pizzeria, ed hai spazio a sufficienza, pensa a come poter intrattenere i bambini mentre i genitori si godono la serata. Una soluzione arriva dai giochi gonfiabili: facili da installare, fanno divertire i bambini e, sotto la semplice supervisione (non sempre necessaria) di una “baby sitter”, consentono la massima distrazione ai tuoi amati clienti ! Vedrai quanti coperti in più riuscirai a fare, e non solo nei week end ! Attenzione però: ci sono precise disposizioni in materia, quindi è bene affidarsi ad aziende che si occupano di giochi gonfiabili da una vita, e lo fanno nei migliori dei modi. Go Leisure, che ha la propria sede a Biassono, produce ed installa giochi gonfiabili, scivoli, scenografie, giochi acquatici e molto altro, tutto con la formula “chiavi in mano”. Avrai la sicurezza che i giochi siano a norma e la garanzia di un fornitore ti seguirà per tutte le pratiche necessarie. Come sempre suggeriamo, affidatevi a professionisti e non ad aziende improvvisate o che vendono solo al prezzo più basso !

Italiani e caffè, un rapporto che si evolve ma dura… tutta la vita

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Italiani e caffè, una passione che dura da sempre e che probabilmente non si raffredderà mai. Certo, nell’arco dei decenni tante cose sono cambiate nelle abitudini di consumo – basta pensare alle macchine da caffè per uso domestico, a capsule o a cialde – ma l’abitudine di concedersi una pausa caffè quella no, non accenna ad appannarsi. Lo rivela il più recente studio sui consumi sull’espresso, Coffee Monitor, il focus dell’Osservatorio Social Monitoring di Nomisma sviluppato in collaborazione con Datalytics, uno studio condotto su un campione di oltre 1.000 consumatori. Giusto per avere un’idea del “peso” del caffè nella vita degli italiani, basti sapere che, fra chi ha bevuto caffè negli ultimi 12 mesi, emerge infatti un consumo abituale della bevanda (95% del target di riferimento). L’espresso viene scelto dal 93% dei consumatori di caffè. Residuale la percentuale di chi predilige il caffè americano, orzo o altre tipologie di caffè (7%).

Quanto ne beviamo?

I nostri connazionali  che scelgono il caffè espresso ne bevono in maggior parte 1 o 2 tazzine al giorno (58%), preferibilmente la mattina come momento di consumo: il 77% di chi beve caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio. Non stupisce quindi che il 58% di chi beve caffè espresso lo faccia per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata. Espresso non è tuttavia solo fonte di energia, chi lo beve lo fa anche per il gusto (51%) ed in parte per abitudine (30%). Il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo un rito, una tradizione (37%) Il consumo di caffè espresso non è relegabile in un solo luogo, prevale piuttosto una modalità di consumo “multi-luogo”. 

Una passione casalinga

Il 92% di chi beve caffè espresso lo fa tra le mura domestiche, prediligendo il caffè in polvere (53%) e in cialde o capsule (37%), sulla base di scelte fatte in funzione di gusto e aroma (53%), della notorietà della marca (19%), mentre meno rilevante risulta la variabile prezzo, driver di scelta solo per il 15% di chi consuma caffè espresso a casa). Negli ultimi mesi, però, rispetto allo studio di Nomina alcune percentuali sono cambiate. E’ infatti in continua crescita la percentuale di chi predilige il caffè in cialde o capsule con le relative macchine per uso domestico. Tra i prodotti di maggior successo e di massima affidabilità spiccano sicuramente le macchine a cialde, grazie soprattutto a una crescente attenzione verso l’abbiente. Le cialde, come ad esempio le cialde Lavazza, sono infatti completamente ecologiche, contenute in bustine in cellulosa biodegradabile.  Facilissime da utilizzare, le cialde Ese 44 mm di Lavazza sono disponibili in diverse referenze: dalla famosa Qualità Rossa all’Espresso Crema & Gusto al Dek, solo per citarne alcune. Per avere un’idea completa di quello che offre il mercato delle cialde, si può anche fare un “giro” su CialdaMia, il il portale italiano del caffè in cialde e capsule di qualità. On line, e spesso a prezzi scontati, è possibile fare shopping di tutto quello che occorre per un ottimo caffè: macchine, cialde, capsule fino ai complementi come tazze, bicchierini e zucchero.

Spesa, i driver diventano salute sostenibilità

Più che il prezzo, sono gli aspetti legati alla salute e alla sostenibilità a guidare le scelte dei consumatori quando fanno la spesa. A tracciare ila nuova fisionomia delle abitudini di acquisto dopo il Covid è il nuovo report di Deloitte The Conscious Consumer, analisi che raccoglie il parere di oltre 17.000 consumatori in 15 Paesi europei: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e UK.

Un trend che si è rafforzato nell’ultimo anno

In sintesi, il rapporto evidenzia che i driver nelle scelte di acquisto sono mutati con l’emergenza sanitaria. Salute (86%) e sostenibilità (70%) costituiscono criteri di scelta sempre più strategici nell’alimentazione dei consumatori europei e italiani, un trend che si è rafforzato nel corso degli ultimi 12 mesi. I consumatori italiani si dicono più interessati all’influenza che l’alimentazione può avere sulla propria salute (69%) e hanno cambiato i propri comportamenti d’acquisto alla luce delle nuove priorità: più verdura (64%) e meno carne (51%), prediligendo prodotti locali (64%). A ciò si aggiunge anche l’aumento della preparazione dei pasti a casa (54%) e il risparmio di packaging, impiegato ad esempio nel delivery (47%).

Il prezzo resta però un fattore chiave 

Nonostante i cambiamenti in atto, che privilegiano la salute e la sostenibilità quando si fa la spesa, non si può negare che il prezzo resta sempre un fattore chiave alle scelte di acquisto dei prodotti (70%). Sebbene il peso di ciascun fattore che veicola le decisioni in fatto di spesa sia importante, la salute rappresenta il principale driver quando i consumatori si trovano a dover scegliere tra i tre. Infatti, l’80% dei consumatori italiani la predilige al prezzo e il 91% alla sostenibilità. Anche se il 61% dei consumatori dichiari che il prezzo li influenzi di più della sostenibilità, il 78% degli intervistati italiani afferma di essere disposto a pagare almeno il 5% in più per alimenti sostenibili, ma anche per generi alimentari locali (79%), biologici e fair trade (entrambi 76%). La scelta dei prodotti che meglio rispecchiano i bisogni dei consumatori passa anche dall’informazione sui temi di salute e benessere in ambito alimentare. Nell’informarsi, i consumatori italiani si affidano soprattutto agli esperti di settore e al web, seguiti dalle strutture e dal personale sanitario.“Nel giro di un anno, i consumatori italiani si sono maggiormente interessati sull’influenza che l’alimentazione può avere sulla salute. La spesa è sempre più guidata dai valori dei consumatori: ne sono la prova l’orientamento verso alimenti che siano salutari, provenienti dal territorio e preparati in casa, nel il tentativo di ridurre gli sprechi”, commenta Eugenio Puddu, Consumer Products Sector Leader di Deloitte Italia.

Isee 2022: cosa cambia?

A causa del Covid crisi la economica e il mercato del lavoro hanno ‘castigato’ le famiglie abbassando il loro reddito. Ne consegue un sensibile ridimensionamento anche del loro Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente. Nel 2022 si stima quindi un boom di richieste sia perché ci saranno alcune agevolazioni per le quali l’Isee non era previsto sia perché la platea degli aventi diritto a vecchi e nuovi bonus dovrebbe allargarsi. Come ricorda laleggepertutti.it, ci sarà poi un altro modo di calcolare la dichiarazione sostitutiva unica che porta alla definizione dell’Indicatore. 

Come ottenerlo?

L’Isee stabilisce la ricchezza di un nucleo familiare attraverso i dati relativi al reddito e al patrimonio dei componenti del nucleo e tiene conto di altri fattori, come la presenza di eventuali portatori di handicap. Questo indicatore viene richiesto per numerose prestazioni socio-assistenziali, cioè per avere diritto a bonus e detrazioni. Per ottenere l’Isee è possibile rivolgersi a un centro di assistenza fiscale (un Caf), o accedere con il proprio Spid al sito dell’Inps e compilare la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per la richiesta dell’Isee.

Si allarga il numero delle prestazioni

Dal 2022 viene allargato il numero delle prestazioni per le quali l’Isee sarà richiesto come requisito indispensabile per poterne beneficiare. Tre le prestazioni per le quali, finora, veniva richiesto l’Isee a una determinata soglia a seconda del bonus o della detrazione in oggetto, rientravano il reddito di inclusione (Rei), il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, le prestazioni socio-sanitarie, la riduzione della tariffa per mensa scolastica e asilo nido, il bonus per i libri scolastici, la riduzione per tasse universitarie e borse di studio, il bonus per luce, gas e acqua, la riduzione per la tassa rifiuti, il bonus bebè. A queste prestazioni dal 2022 si aggiungono l’assegno unico dei figli, il superbonus 110% per le villette (limite a 25mila euro), e il bonus sull’acquisto della prima casa per gli under 36 (limite a 40mila euro).

Arriva l’assegno unico sui figli 

Per ottenere l’Isee dal 2022, alcuni passaggi resteranno identici a quelli previsti in passato, mentre altri vengono modificati. Si parte sempre dall’individuazione del numero dei componenti del nucleo familiare su cui calcolare l’indicatore. Il riferimento è quello della famiglia anagrafica al momento della presentazione della Dsu, e i figli vengono calcolati nell’Isee del genitore con cui convivono, anche se risultano fiscalmente a carico dell’altro genitore. Ma l’arrivo dell’assegno unico sui figli porterà in alcuni casi delle novità sul concetto di nucleo familiare, e quindi, sul calcolo dell’Isee. Finora, l’assegno familiare (Anf) aveva come riferimento il reddito e non l’Isee del richiedente, che poteva essere un solo genitore. Con il nuovo assegno unico il discorso cambia. Essendo necessario l’Isee, infatti, andranno sommati i redditi e i patrimoni mobiliari e immobiliari di entrambi i genitori.

Cambio di scenario, nei supermercati più prodotti vegetariani e veg

Da anni ragioni etiche e ambientaliste determinano l’aumento di chi si orienta verso regimi alimentari vegetariani e vegani, oppure, a un regime flessibile in cui lo spazio per i prodotti di origine animale è molto ridotto rispetto a prima. Un’ottica interessante per leggere il nuovo fenomeno è l’analisi dei volantini e dei cataloghi digitali dei supermercati. E osservando l’aumentato spazio dedicato al settore vegan in questi ambiti la ricerca di Tiendeo.it, società che opera nei servizi drive-to-store per il settore retail, ha preso in esame i dati degli ultimi tre anni relativi alle ricerche di carne e di frutta e verdura, oltre a quelle specifiche di prodotti vegani. I risultati della ricerca sono quindi uno specchio della tendenza globale a promuovere un consumo responsabile, recuperando abitudini alimentari che includano alternative vegetariane e al tempo stesso nutritive.

Crescono le ricerche di frutta e verdura

Secondo i dati della FAO, nella seconda metà del XX secolo il consumo di carne si è moltiplicato per cinque a livello mondiale (1950: 45 milioni di t/anno, 2000: 233 milioni di t/anno), ma ora si assiste a un’inversione di tendenza. I consumatori ricercano infatti in modo crescente frutta e verdura. Dall’analisi di Tiendeo.it nel 2021 si registra infatti un aumento del 59% rispetto al 2019. Per quanto riguarda la carne, nel 2020 si registra invece una diminuzione del -7% nelle ricerche dei consumatori, mentre nel 2021 il salto è stato decisamente importante, con un crollo del 38% rispetto ai dati del 2019.

Moltiplicano le offerte di prodotti vegetariani e vegani 

Sono molti i consumatori che introducono alimenti vegetariani e vegani all’interno della propria alimentazione, e i retailer lo sanno. Non a caso nell’intervallo tra settembre 2020 e settembre 2021 la crescita di promo di prodotti vegetariani e vegani all’interno dei volantini dei retailer è del 182%. Sono dati che fanno riflettere, e che stanno portando a uno spostamento degli interessi dei consumatori, dettati soprattutto da scelte responsabili in fatto di consumi e alimentazione. A generare preoccupazioni nei consumatori è soprattutto l’impronta idrica della produzione di prodotti animali, ovvero il volume totale di acqua dolce impiegata per produrre un prodotto, riporta Ansa.

Preoccupa l’impronta idrica della produzione di prodotti animali

Di fatto, l’impronta idrica della carne di manzo è di 15.400 litri per kg, mentre quella del pomodoro è di 200 litri per kg. Secondo l’UNESCO-IHE Institute for Water Education, per produrre un grammo di proteine da carne bovina occorre una quantità di acqua 6 volte superiore a quella necessaria per produrre un grammo di proteine da legumi. Ma non è tutto, perché tutto ciò ha ripercussioni anche sulla deforestazione, la degradazione del suolo e sulle di emissioni di CO2. Per avere un’idea dell’impatto delle nostre abitudini alimentari sulla produzione di gas serra, basti pensare che le principali 20 aziende zootecniche del mondo emettono in totale 932 milioni di tonnellate di CO2, ovvero più di quanto emesso da stati come Regno Unito, Germania o Francia.

Il mercato degli immobili a Milano e provincia, l’appeal cresce

Nonostante la lunga emergenza sanitaria, il mercato immobiliare a Milano e provincia si mantiene in ottima salute anche nel 2021. A dirlo sono gli operatori del settore, che segnalano una domanda sempre maggiormente selettiva e attenta alla qualità, in uno scenario di mercato più interessante per i nuovi complessi immobiliari. E’ quanto emerge dalla “Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con FIMAA Milano Lodi Monza Brianza, Assimpredil ANCE Milano Lodi Monza e Brianza, Fiaip Lombardia, Anama Milano, ISIVI Milano, Ordine dei Geometri della Provincia di Milano e altre associazioni di categoria e ordini professionali del settore. 

Il prezzo medio in città? 5.798 euro al mq per il nuovo

I prezzi delle abitazioni sotto la Madonnina restano alle stelle. Una casa nuova in città costa in media 5.798 euro al mq, con una variazione positiva di +1,54% in un anno. La media in centro è di 10.141 euro al mq rispetto a 10.228 euro al mq del 2020, segnando una leggera flessione -0,85%. Nella zona nord, i prezzi passano da 4.335 euro al mq a 4.464 €/mq, +2,976%. Nel quadrante est la variazione più significativa con quotazioni che crescono a +3,07%. Nella zona ovest si passa da 5.177 €/mq a 5.307 €/mq, +2,51%. In crescita anche la zona sud, da 4.104 €/mq a 4.229 €/mq, con un incremento dei prezzi pari a +3,04%. 

Il valore del territorio

“Per questa edizione abbiamo voluto concentrare l’attenzione sul territorio e sul suo valore. Il contesto, nella scelta di un immobile, è oggi prioritario nell’ottica di una sempre migliore qualità della vita, della vivibilità anche degli spazi esterni, della fruibilità dei servizi. La trasformazione in atto a Milano, come in molti Comuni della Città Metropolitana, e le tipologie di utilizzatori sempre più differenziate ed esigenti dimostrano come l’identità di un territorio si debba sempre misurare anche dalle relazioni tra chi lo vive, sia nel residenziale che nel commerciale. Serve quindi un’offerta immobiliare ben contestualizzata e adeguata in termini di prodotto e di prezzo” ha detto Beatrice Zanolini, Consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. “La nostra Camera di Commercio è da sempre protagonista dello sviluppo del territorio. Serve ripensare il rapporto tra centro e periferia: il nuovo ruolo delle Città Metropolitane è anche quello di riposizionare il centro rispetto a tutto il territorio, intervenendo con una riqualificazione coordinata e allargata, proiettata sempre in avanti. Le periferie diventano quartieri, nel contesto urbano si sviluppano veri e propri borghi, dando vita a nuove soggettività territoriali”.

Anche l’hinterland è in ripresa

Anche i comuni dell’area di Città Metropolitana risentono i n positivo di questo effetto. Da Cologno Monzese a Bollate, da Magenta ad Albairate è in crescita la domanda per gli immobili di qualità, soprattutto nelle zone a maggiore presenza dei servizi, con disponibilità di zone verdi e migliori collegamenti con la città.

I media post-pandemia: cresce la tv, boom di Internet, smartphone e social

Nel 2021 crescono l’uso tradizionale della televisione e quello innovativo, e se la radio continua a rivelarsi all’avanguardia all’interno dei processi di ibridazione del sistema dei media, è boom di Internet, smartphone e social network. La pandemia ha prodotto un’accelerazione del paradigma biomediatico, e  nel 2021 la fruizione della televisione ha conosciuto un incremento rilevante, sia per effetto dell’aumento dei telespettatori della tv tradizionale e della tv satellitare, sia della tv via Internet e della mobile tv.  Il digitale terrestre segna infatti un +0,5% rispetto al 2019, web tv e smart tv salgono al 41,9% di utenza, e la mobile tv passa dall’1,0% di spettatori nel 2007 a un terzo degli italiani nel 2021 (33,4%).

Più utenti per tutti i media tranne la radio tradizionale

Secondo i dati del 17° Rapporto sulla comunicazione del Censis, dal titolo I media dopo la pandemia, complessivamente, nel 2021 i radioascoltatori italiani sono il 79,6%, ma se la radio tradizionale perde il -2,1% di utenza e l’autoradio il 3,6%, aumenta l’ascolto delle trasmissioni radiofoniche via internet con il pc (20,2%, +2,9%) e attraverso lo smartphone (23,8%, +2,5%). Quanto a internet, si registra ancora un aumento: l’utenza ha raggiunto quota 83,5% (+4,2% rispetto al 2019). L’utilizzo degli smartphone sale invece all’83,3% (+7,6% sul 2019), e lievitano al 76,6% gli utenti dei social network (+6,7%).

Il lockdown, i libri e le piattaforme online

Se si considera che chi ha letto più di 3 libri all’anno costituisce il 25,2% della popolazione, pare che il lockdown abbia prodotto un riavvicinamento alla lettura. Nel 2021 i lettori di libri sono infatti il 43,6% (+1,7% rispetto al 2019), e quelli di e-book l’11,1% (+2,6%), mentre si accentua la crisi ormai storica dei media a stampa. Quanto alle piattaforme online, tra i giovani (14-29 anni) c’è stato un ulteriore passo in avanti nel loro impiego: il 92,3% utilizza WhatsApp, l’82,7% YouTube, il 76,5% Instagram, il 65,7% Facebook, il 53,5% Amazon, il 41,8% le piattaforme per le videoconferenze, il 36,8% Spotify, il 34,5% TikTok, il 32,9% Telegram, il 24,2% Twitter. Anche tra chi ha 65 anni e oltre l’impiego di internet sale dal 42,0% al 51,4% del 2021 e gli utenti dei social media aumentano dal 36,5% al 47,7%.

Spesa per i consumi mediatici, più telefoni e pc, meno servizi di telefonia 

L’andamento della spesa delle famiglie per i consumi mediatici tra il 2007 e il 2020 evidenzia un’asimmetria. Se il valore dei consumi complessivi ha subito una drastica flessione, senza mai tornare ai livelli precedenti la crisi del 2008, la spesa per l’acquisto di telefoni ed equipaggiamento telefonico, ad esempio, segna un incremento del +450,7%, per un ammontare di 7,2 miliardi di euro solo nell’ultimo anno. La spesa dedicata all’acquisto di computer, audiovisivi e accessori cresce invece del +89,7%, i servizi di telefonia si assestano al -21,1%, (14,6 miliardi nel 2021), e la spesa per libri e giornali crolla al -45,9%.

Per 7 italiani su 10 il caffè è un piacere della vita

Il caffè è un rito irrinunciabile per gli italiani: la conferma arriva dalla seconda edizione dell’indagine Gli italiani e il caffè, condotta da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè. Il 97% degli intervistati afferma di bere caffè o bevande a base di caffè, e per oltre la metà (54%) il consumo è di tre o più tazzine al giorno, con un aumento significativo nella fascia 18-35 anni. Per il 72,5% degli intervistati il caffè è uno dei piaceri della vita, mentre per oltre il 75% è un punto di forza del Made in Italy. Pur continuando a essere un momento di relax (75%), il caffè è sempre più apprezzato per le sue qualità “energizzanti”. Oltre ad aiutare la concentrazione e il risveglio (73,3%), la tazzina rappresenta per molti il vero inizio della giornata (40,8%), e il modo ideale per ritrovare la carica e la voglia di fare (39%).

I luoghi di consumo: la casa e il bar

La casa si conferma il luogo più amato per bere il caffè: su 100 caffè, 57 sono consumati tra le mura domestiche. Ma è tornata più forte di prima anche la voglia di bere un caffè al bar, luogo di chiacchierare (26,1%), rito mattutino (31,5%), e un modo per sostenere l’economia e i piccoli esercenti (41%). E se gli italiani stanno tornando con fiducia al bar, il 29,8% dichiara di aver bevuto più caffè al bar nei mesi di giugno e luglio, e il 21,3% afferma di esserci andato più spesso rispetto al periodo pre-Covid.

Capsule, cialde ed e-commerce

Se un terzo degli italiani sceglie la moka per preparare il caffè (31,5%, -5,7% rispetto al 2020), capsule e cialde sono preferite dal 43% (+3,6% rispetto al 2020). I motivi di tanto successo? Sono comode da preparare (77%), hanno un ottimo gusto (62%), e per un italiano su due hanno un giusto rapporto qualità prezzo. A sceglierle sono soprattutto gli intervistati tra i 45 e i 55 anni, mentre la moka continua a esercitare un grande fascino tra le donne e gli over 55. Gli italiani hanno poi iniziato a sperimentare l’e-commerce anche per il caffè. Più di due consumatori su tre (69,6%) hanno fatto acquisti sia sui grandi marketplace sia sugli e-store specializzati, o attraverso il servizio della ‘spesa a casa’. 

Caffè e benessere secondo la scienza

“Una vasta letteratura evidenzia i numerosi benefici associati a un moderato consumo di caffè su importanti aspetti della fisiologia umana – dichiara il professor Luca Piretta, Nutrizionista e Gastroenterologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – dalla memoria alla concentrazione, dalla performance fisica al rallentamento del fisiologico declino cognitivo legato all’età, dalla riduzione del rischio di malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer e la malattia di Parkinson, a una forte azione preventiva e protettiva nei confronti del diabete di tipo 2 e di alcune malattie del fegato”.

Cresce l’uso del mobile per gli acquisti online

Anche nel periodo post pandemia continua a crescere l’e-commerce, e gli acquisti online si fanno sempre più col telefonino. Più di un acquisto online su due ormai viene infatti effettuato tramite dispositivo mobile, soprattutto durante il fine settimana, in estate e nel corso del Black Friday. In particolare, si utilizza il cellulare soprattutto per lo shopping di prodotti cosmetici e di abbigliamento. È quanto emerge da una ricerca condotta da PayPlug, la soluzione di pagamento online per le Pmi. 
“Le persone sono sempre più connesse tramite smartphone e tablet e lo dimostra il fatto che il canale mobile si sia consolidato negli ultimi 4 anni, con una costante ascesa, passando dal 41% del 2018 al 51% nel 2021”, spiega Gloria Ferrante, Marketing Manager Italia di PayPlug.

Il mondo smartphone rappresenta il 51% del totale dell’e-commerce

Si tratta di un andamento che rispecchia i dati diffusi dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, secondo i quali con 15,65 miliardi di euro il mondo smartphone rappresenta il 51% del totale del mondo e-commerce. Ma a consolidarsi è anche il valore medio del carrello su mobile, sempre più spesso superiore ai 75 euro. Questo avviene nel 39% dei casi, una percentuale cresciuta di ben 7 punti dal 2019 (32%), e che sottolinea da parte dei consumatori la grande fiducia e usabilità del mezzo.

A spingere gli acquisti dal telefonino è anche il commercio conversazionale

Da quanto rileva la ricerca di PayPlug i settori in cui lo shopping da mobile conquista maggiormente i consumatori sono due, quello della cosmesi (55%) e dell’abbigliamento (53%). Ma a spingere gli acquisti da mobile è anche il commercio ‘conversazionale’, ovvero l’atto di vendere prodotti e servizi intrattenendo una conversazione personalizzata con i propri clienti. In particolare, tramite sms, e-mail, oppure tramite applicazioni di messaggistica e chatbot.

Vendere via sms utilizzando i link di pagamento

Secondo la ricerca di PayPlug, tra gennaio e maggio 2021 il 15% dei commercianti ha infatti concluso vendite via sms utilizzando i link di pagamento. Una percentuale di quattro punti superiore rispetto all’11% dello stesso periodo del 2020. Di fatto, i commercianti hanno concluso le vendite inviando sms, e-mail, applicazioni di messaggistica, oppure re-indirizzano il cliente a una pagina di pagamento sicura. In questo modo dal proprio smartphone il cliente ha potuto inserire i dati per il pagamento, e convalidare l’ordine in modo semplice e veloce.

In Italia torna l’ottimismo sul futuro. Anche grazie alle vittorie nello sport

Torna l’ottimismo in Italia, e non sono solo per le vittorie nello sport, dal campionato europeo di calcio alle Olimpiadi e il tennis, ma soprattutto per la ripartenza del Pil, che a settembre 2021 rende ottimisti sulle prospettive future. Tutto questo, nonostante le polemiche “no vax” e le incertezze che permangono nel quadro sanitario. Nell’ultimo trimestre dell’anno il PiL è infatti cresciuto del 2,7%, proiettando al rialzo le aspettative di chiusura dell’anno. A inizio 2021 il Fondo Monetario Internazionale stimava una crescita 2021 per l’Italia del 4,2%, mentre a luglio la stima è diventata 4,9%. La stima Istat è invece passata da 4,0% a 4,7%, quella di The European House – Ambrosetti da 4,0% a 4,9%, quella della Commissione Europea è passata da 3,4% a 5,0% e quella della Banca d’Italia da 3,5% a 5,1%.

Un indicatore che misura la fiducia delle imprese

Per misurare la fiducia delle imprese, The European House – Ambrosetti, a partire dal 2014 ha sviluppato un indicatore che misura la situazione attuale del business, le prospettive del business a sei mesi, le prospettive dell’occupazione e sempre a sei mesi le prospettive degli investimenti. Ogni misurazione va da una scala da -100 a 100, dove -100 è il valore che indica il massimo pessimismo e 100 il valore associato al massimo ottimismo. E secondo l’indicatore la fiducia attuale delle imprese è al massimo storico, a 70,6, più del doppio della valutazione di giugno (30,2). Rispetto al settembre 2020, quando l’Indicator era pari a -21,1, siamo in “un’era geologica” diversa. Un’accelerazione di ottimismo simile non l’avevamo mai registrata prima.

Prospettive positive su situazione occupazionale e investimenti

Le aspettative legate alla situazione occupazionale rilevate nell’Ambrosetti Club Economic Indicator restano positive (40,5), sugli stessi livelli della precedente rilevazione, ma comunque su valori molto elevati, non solo rispetto al periodo pandemico, ma anche rispetto agli anni precedenti. 
Ma anche la prospettiva sugli investimenti delle imprese registra il proprio record storico (62,7). È chiaro che i problemi ci sono, e che gli strascichi della crisi del 2020 non spariscono da un anno con l’altro. Nel 2020 più di due milioni di famiglie, il 7,7% del totale, risultavano in povertà assoluta, partendo dal 6,4% del 2019.

Il Next Generation EU e il PNRR

I 22,3 milioni di occupati, ad aprile 2021, sono sicuramente un valore in crescita rispetto ai mesi precedenti (+0,6% rispetto ad aprile), ma sono comunque un milione in meno rispetto agli occupati ad aprile 2019. Ma l’arrivo del prefinanziamento di Next Generation EU dà materialmente l’avvio al nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questa è la partita sulla quale si giocano le possibilità di rimanere agganciati alle economie più avanzate. E la collaborazione fra istituzioni, imprese e parti sociali è cruciale.

Mutui per under 36: risparmi fino a 22.500 euro

Il mondo bancario risponde alla chiamata del Governo in favore dei giovani che vogliono comprare casa. Tanto che alcuni dei principali istituti di credito hanno lanciato mutui al 100%, destinati a chi ha meno di 36 anni, con tassi fissi che partono dall’1,10% (Taeg), un valore ai minimi storici. Secondo le simulazioni di Facile.it, grazie a queste condizioni giovani possono risparmiare decine di migliaia di euro in interessi. Ipotizzando un mutuo fisso al 100%, di importo pari a 126.000 euro da restituire in 25 anni, il miglior Taeg disponibile online per un under 36 è pari a 1,10%, con una rata mensile di 477,72 euro. Un solo mese fa, per la stessa operazione, il miglior Taeg disponibile online era pari a 2,46% e la rata era di 552,65 euro. Il risparmio è quindi di quasi 900 euro l’anno, circa 22.500 euro per l’intera durata del finanziamento.

Comprare casa senza anticipo né intervento di garanti terzi

“Gli incentivi introdotti dal Governo e l’impegno concreto da parte delle banche hanno reso possibile qualcosa che fino a poche settimane fa sembrava impensabile – afferma Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it – oggi un under 36 può davvero comprare casa senza alcun anticipo né l’intervento di garanti terzi”.
Ma se è vero che in alcuni casi i cosiddetti mutui under 36 sono destinati esclusivamente ad aspiranti mutuatari con reddito Isee inferiore ai 40.000 euro, dall’altro ci sono istituti di credito che pongono come unico limite quello dell’età del richiedente e dell’importo massimo erogabile, che normalmente arriva fino a 250.000 euro.

Esenzioni, garanzie e credito d’imposta

Oltre a queste condizioni, gli under 36 alle prese con l’acquisto della prima casa possono beneficiare anche delle novità introdotte dal Governo, tra cui l’ampliamento fino all’80% della garanzia concessa dal Fondo Consap, e di diverse esenzioni, tra cui la cancellazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, l’eliminazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti, e in caso di compravendita soggetta a Iva, il riconoscimento di un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi.

A giugno salgono al 40% le richieste di finanziamenti

Come evidenzia l’osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it, nel primo semestre 2021 gli under 36 rappresentavano il 34,3% di chi presentava domanda, valore in crescita del 12,3% rispetto al 2020. Un dato che secondo le previsioni di Facile.it è destinato a crescere nei prossimi mesi, non solo grazie agli incentivi introdotti dal Governo, ma anche in funzione della nuova offerta degli istituti di credito rivolta a questo target. Nel solo mese di giugno, quando si è iniziato a parlare degli incentivi, la domanda di finanziamenti da parte degli under 36 è arrivata a quasi il 40% del totale richieste.