Cosa sanno gli italiani della biodiversità? Poco. Secondo l’indagine commissionata da Findus ad AstraRicerche, dal titolo ‘Gli italiani e la biodiversità’, su questo tema la conoscenza appare è limitata. Oltre un italiano su due (56%) ammette di avere informazioni frammentarie o inesistenti, mentre sembra più preparata la GenZ, il cui livello di consapevolezza, tra chi dichiara di saperne molto o abbastanza, sale al 57%, rispetto al 44% della media nazionale.
Tra i dati emersi, emerge quindi la necessità di una maggiore educazione e sensibilizzazione sulla biodiversità. Lo pensa il 90,2% degli intervistati.
Inoltre, secondo l’84,5%, una maggiore informazione sul tema favorirebbe, almeno in parte, comportamenti pro-ambiente.
Per l’85% è una necessità urgente
Il livello di informazione cresce all’aumentare dell’età. Tanto che ne di biodiversità sa molto o abbastanza il 38% degli 11-14enni, il 32% dei bambini di 8-10 anni e il 18% dei piccoli tra 5-7 anni.
Oltre l’80% di bambini e ragazzi manifesta poi il desiderio che a scuola si parli di più di natura, ecologia, biodiversità. E la grande maggioranza degli italiani (85,5%) ritiene necessario preservare la biodiversità dei vari ecosistemi del mondo con opportune azioni, e per il 54,8% si tratta di una necessità urgente.
Mari e oceani sono considerati gli ambienti più minacciati (79,8%), seguiti dalle foreste (72,2%) e dai ghiacciai (61,6%).
Ognuno deve fare la sua parte
Anche le aziende possono svolgere la loro parte, contribuendo positivamente alla conservazione della biodiversità senza compromettere l’efficienza e la sostenibilità economica (85%).
In merito alle azioni da compiere per proteggere la biodiversità, gli italiani ritengono fondamentale riciclare correttamente i rifiuti (65,6%), sostenere il rimboschimento, e penalizzare le produzioni che si basano sul disboscamento (61,6%).
Sono azioni ritenute rilevanti anche evitare lo spreco di acqua (57,5%), ridurre i consumi quando possibile (53,8%) e aumentare il numero e l’estensione delle aree protette (52,7%).
Piantare un albero o un fiore
Lo stesso ordine di azioni è condiviso anche dalle generazioni più giovani (5-14 anni), che ritengono fondamentale anche piantare un albero o un fiore (32,1%) e ripulire dall’immondizia le aree naturali (31,2%). Ad esempio, un parco vicino a casa o una spiaggia.
Somministrata ad agosto 2024 a un campione rappresentativo di 1.528 persone tra 18 e 65 anni, e 607 giovanissimi tra 5 e 14 anni, la ricerca è stata presentata in occasione del lancio del progetto ‘Futuro Fiorito’, che dal 24 al 28 settembre trasforma l’edicola di Piazza XXIV Maggio a Milano in un’oasi in fiore, ospitando attività e workshop per educare le persone di tutte le età alla salvaguardia del Pianeta.