Clima: gli italiani hanno paura di dover cambiare stile di vita

Secondo i risultati dell’indagine commissionata da Finn Partners Research&Insights e condotta nei i 27 Stati UE su quasi 12mila cittadini, il 51% degli italiani considera il cambiamento climatico una minaccia per il proprio stile di vita nel prossimo decennio. Ma l’opinione dei cittadini UE sui risultati ottenuti dai governi nazionali nell’affrontare le questioni climatiche e ambientali è negativa. Meno di uno su cinque (17%, Italia 16%) ritiene che i governi abbiano ottenuto risultati per lo più buoni o molto buoni.

Inoltre, quasi la metà (46%) afferma che le misure adottate dal proprio governo nazionale in materia sono state per lo più scarse o molto scarse (Italia, 50%).
La UE ha ottenuto risultati migliori, ma solo marginalmente. Un quinto (20%, del campione totale e degli italiani) ritiene che i risultati siano stati buoni rispetto al 42% che li cita come scarsi, (Italia, 45%).

Paura per gli eventi estremi

Se il clima preoccupa più di pandemie (25%), immigrazione (20%) e Intelligenza artificiale (13%), in Europa le paure sono così forti che due terzi degli intervistati (66%) ritiene che gli eventi meteorologici estremi avranno un ruolo nella scelta del luogo in cui si vivrà nei prossimi 20 anni.

L’aumento delle temperature (44%), la siccità (30%) e le inondazioni (12%) sono gli eventi che preoccupano maggiormente i cittadini dei 27 Paesi UE. E la maggior parte (84%) degli intervistati è preoccupata per gli effetti di forti piogge, alluvioni o temporali violenti.

Eppure 60 milioni sono negazionisti

Nonostante la diffusa preoccupazione dei cittadini europei per il clima (il 79%, e l’86% in Italia, si preoccupa dell’impatto sulle prossime generazioni), esiste ancora una resistenza all’evidenza scientifica.
Il 10% degli intervistati (8% Italia) è dell’opinione che il cambiamento climatico causato dall’attività antropica non sia in atto, e un altro 3,5% (2% Italia) è dell’opinione che non ci sia un cambiamento climatico in atto.

A livello europeo, 60 milioni di persone negano che l’uomo sia la causa principale del cambiamento climatico o sostengono che non stia accadendo.
Contrariamente alle aspettative, gli anziani non sono più propensi a negare i cambiamenti climatici o ad attribuirli a processi naturali. Al contrario, i più giovani (tra 18-44 anni) sono leggermente più propensi al ‘negazionismo’ climatico (4%) o che non sia causato dall’uomo (11-12%).

Risparmiare energia ed evitare il fast fashion

Secondo lo studio, l’88% degli italiani concorda sul fatto che il cambiamento climatico sia un problema serio (82% UE).

L’83% degli italiani afferma di cercare di risparmiare ‘sempre’ o ‘spesso’ energia, (76% UE), e il 55% afferma di riflettere ‘sempre’ o ‘spesso’ sulle proprie abitudini di acquisto evitando brand di fast fashion o concentrando gli acquisti online per avere un’unica consegna (51% UE).
Gli italiani, poi, credono che il cambiamento climatico avrà un impatto sulle proprie vacanze, poiché d’estate farà troppo caldo (75%) e d’inverno ci sarà meno neve (47%), e sull’alimentazione, poiché alcuni prodotti come l’olio diventeranno molto costosi (49%).