Coldiretti: la Dieta Mediterranea protagonista delle tavole globali

La Dieta Mediterranea segna un record sulle tavole mondiali: secondo i dati di un’analisi della Coldiretti su dati Istat, le esportazioni dei prodotti simbolo dello stile alimentare Made in Italy hanno segnato nuovi primati in valore.

Nel 2024 le esportazioni di olio extravergine d’oliva tricolore sono aumentate in valore del 56%, arrivando a superare per la prima volta i due miliardi di euro, ma un incremento a doppia cifra si registra anche per il pesce (+12%).
Come rileva Coldiretti, si tratta di numeri che confermano la leadership globale del cibo italiano dal punto di vista della qualità, della salubrità e della sicurezza alimentare.

Dieta Mediterranea eletta la migliore al mondo

L’analisi è stata presentata in occasione della festa di Campagna Amica al mercato del Circo Massimo a Roma per celebrare l’elezione della Dieta Mediterranea come la migliore al mondo, come conferma il nuovo best diets ranking elaborato dai media statunitense U.S. News & World’s Report’s.

Di fatto, vendite in crescita anche per la pasta (+5%), e per il pomodoro trasformato, come sughi e passate, in salita del 6%, così come il vino, mentre frutta, verdura e legumi si attestano sul +7%.
Un successo, questo, che evidenzia l’attenzione anche all’estero verso gli effetti positivi della Dieta mediterranea sulla longevità, e i benefici per la salute

Tanti benefici per la salute

Tra gli effetti positivi sulla salute, si ricordano i benefici per cuore e sistema nervoso, oltre alla perdita e il controllo del peso, la prevenzione del cancro, delle malattie croniche e del diabete.
I vantaggi della Dieta Mediterranea, tuttavia, sono minacciati dai rischi legati ai nuovi sistemi di etichettatura, come il Nutriscore.

Questo sistema, promosso dalle multinazionali, penalizza proprio i prodotti simbolo della Dieta mediterranea, focalizzandosi su alcune sostanze nutritive come zucchero, grassi e sale, senza considerare le quantità effettive assunte.
È emblematico il fatto che alcuni prodotti tipici del Made in Italy siano catalogati con un ‘E’ rosso, il punteggio di gran lunga peggiore, mentre l’olio extravergine d’oliva, universalmente riconosciuto come un elisir di lunga vita, è passato da poco a ottenere una ‘B’ rispetto alla ‘C’ con la quale era entrato.

“Boicottata” da sistemi di etichettatura fuorvianti

Al contrario, bevande gassate e cibi ultra trasformati, spesso privi di ingredienti naturali e di ricetta conosciuta, ottengono il punteggio più alto, con la lettera ‘A’ e il bollino verde.

Questo sistema fuorviante, sottolinea Coldiretti, dovrebbe essere definitivamente bloccato dalla nuova Commissione Europea, poiché, paradossalmente, finisce per escludere alimenti naturali e sani che fanno parte della tradizione alimentare da secoli, a favore di prodotti artificiali di cui, in alcuni casi, non si conosce nemmeno la composizione.

2025: aumentano le opportunità professionali nel settore It

Il 2025 si preannuncia un anno d’oro per il settore tecnologico. Secondo un’analisi di Hunters Group, specializzata nella selezione di personale qualificato, si prevede un incremento del 10% nella domanda di esperti in intelligenza artificiale, analisi dei dati e sicurezza informatica.

Luca Balbo, executive manager della divisione Ict & Digital di Hunters Group, sottolinea che l’espansione delle tecnologie digitali sta trasformando il mercato del lavoro, creando nuove opportunità in un contesto altamente competitivo. Balbo evidenzia come le aziende stiano puntando su professionisti in grado di gestire tecnologie avanzate, favorendo una crescita interessante sia in termini di retribuzione che di sviluppo di carriera, anche in un mercato del lavoro generale ancora incerto.

I profili più richiesti

Nel panorama lavorativo del 2025, i ruoli di maggior rilievo saranno quelli legati all’intelligenza artificiale, all’analisi dei dati e alla sicurezza informatica. Ecco una panoramica delle competenze e delle prospettive per ciascuna tipologia di posizione.

Ingegneri in intelligenza artificiale e machine learning

Gli esperti in intelligenza artificiale e machine learning sviluppano algoritmi avanzati per consentire alle macchine di apprendere dai dati e affrontare problemi complessi in modo autonomo. Le loro attività spaziano dalla creazione di modelli predittivi all’implementazione di reti neurali e processi automatizzati.

In Italia, la retribuzione annua per i neolaureati oscilla tra i 40.000 e i 50.000 euro, raggiungendo i 70.000 euro per i professionisti con maggiore esperienza.

Data analyst e data scientist

Questi professionisti sono il fulcro della trasformazione digitale. I data analyst si concentrano sull’interpretazione dei dati per supportare le decisioni aziendali, mentre i data scientist sviluppano algoritmi complessi e modelli statistici per individuare tendenze e risolvere problemi.

In Italia, il reddito annuo lordo (RAL) varia tra i 40.000 e i 65.000 euro, a seconda dell’esperienza.

Analisti di cybersecurity

Gli analisti di sicurezza informatica si occupano di proteggere i sistemi aziendali da attacchi esterni e minacce interne. Tra le loro mansioni figurano il monitoraggio delle attività sospette, l’analisi delle vulnerabilità e l’attuazione di misure preventive.

Le retribuzioni iniziano da 28.000 euro lordi all’anno per i neofiti, salendo a circa 37.000 euro con l’esperienza.

Prospettive al top 

Con l’evoluzione del panorama tecnologico, il 2025 offrirà opportunità uniche per i professionisti del settore It, confermandosi come un anno chiave per chi è pronto a cogliere le sfide dell’innovazione.

Italia: l’occupazione migliora, ma è ancora lontana dagli standard europei

Nel 2023, l’Italia ha segnato un record nel tasso di occupazione, raggiungendo il 66,3%. Bene ma non benissimo, dato che il dato resta distante dalla media europea, evidenziando un gap di 9 punti percentuali. Le regioni meridionali e le isole si trovano in una situazione ancora più critica, con tassi rispettivamente al 52,5% e 51,5%.

Lo afferma uno studio della Commissione Europea, che sottolinea come nel mercato del lavoro italiano persistano difficoltà dure da superare.  In particolare, è un nodo ancora irrisolto il divario di genere: la differenza occupazionale tra uomini e donne è di 19,5 punti percentuali, più del doppio rispetto alla media UE, e non sono stati registrati progressi rilevanti nell’ultimo decennio. Tuttavia, riporta Ansa, l’Italia si distingue per una gestione efficace dell’occupazione delle persone con disabilità, dove il gap è tra i più bassi d’Europa.

Disoccupazione: segnali positivi, ma problemi strutturali

Il tasso di disoccupazione è diminuito al 7,7%, e anche la disoccupazione di lungo periodo è scesa al 4,2%. I progressi ci sono, ma sono ancora insufficienti: i livelli restano tra i più alti nell’Unione Europea, mantenendo il tema del lavoro italiano in una condizione che richiede attenzione.

La bassa partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro è la vera sfida da vincere, specialmente in un contesto demografico complesso e caratterizzato da un calo della natalità e da un progressivo invecchiamento della popolazione.

Redditi in caduta e competenze digitali insufficienti

Nel 2023, il reddito familiare disponibile pro capite ha continuato a diminuire, attestandosi al 94% rispetto ai livelli del 2008, un dato che contrasta con la media Ue del 111,1%. Questo andamento riflette una situazione economica che penalizza il potere d’acquisto delle famiglie italiane.

Le competenze digitali rappresentano un altro elemento di debolezza. Solo il 45,8% degli adulti italiani possiede competenze digitali di base, un dato che sottolinea la necessità di investimenti nella formazione. D’altro canto, si registra un miglioramento nell’abbandono scolastico precoce (-1 punto percentuale) e nel numero di giovani Neet, scesi all’11,2%.

Povertà ed esclusione sociale

La quota di persone a rischio di povertà o esclusione sociale è calata nel 2023: -1,6 punti percentuali per la popolazione generale e -1,4 punti per i minori. Nonostante il progresso, i tassi restano superiori alle medie europee, con il 22,8% della popolazione e il 27,1% dei bambini ancora coinvolti. Questi dati indicano che, sebbene siano stati compiuti passi avanti, rimangono importanti margini di miglioramento.

Allarme casa: serve una transizione abitativa

È quanto emerge dal 3° Rapporto Federproprietà – Censis, dal titolo ‘Agenda 2024-2030. La transizione abitativa: la casa possibile’. La proprietà della casa è sotto pressione e cala il valore delle abitazioni. Tra il 2° trimestre 2014 e il 2° trimestre 2024 il valore delle abitazioni è diminuito in termini reali del 16,8%. 
Inoltre, il 78,9% degli italiani è convinto che in passato fosse più facile acquistare una casa e l’82,2% dei proprietari di casa pensa che i costi di gestione e manutenzione siano diventati eccessivi.

Quanto al Social Housing, è una buona soluzione ma ancora troppo poco conosciuta. Il 28,6% sa cos’è, e il 5,7% lo conosce in modo preciso. Tra coloro che sanno cosa sia, lo ritengono una valida soluzione abitativa il 74,4% in via temporanea e il 43,7% in modo permanente.

Legge Salva Casa: più favorevoli che contrari ma tanti indecisi

Se il 69,3% degli italiani teme tasse più alte sulla casa, compresa una patrimoniale, il 44,5% esprime un giudizio positivo sulla Legge 105/2024, detta Salva Casa, il 31,3% un giudizio negativo e il 24,2% non ha un’opinione al riguardo.

E se il 37,9% degli italiani è convinto che questa legge sia utile per l’economia e la società italiana, il 32,4% non è convinto e il 29,7% non si esprime. Tuttavia, il 26,7% dichiara esplicitamente di aver realizzato piccole migliorie in casa che potrebbero beneficiare della semplificazione di sanatoria prevista da questo provvedimento. 

Sì alla casa green ma…

Il 67,6% degli italiani pensa che rendere la propria casa meno energivora (con cappotto termico, caldaie a basso impatto, ecc.) sia una necessità e non più una scelta, e l’81,7% pensa che farlo ne può incrementare il valore.

Il 44,7% dei proprietari di casa è pronto a spendere per interventi di efficientamento energetico, mentre il 37,3% non lo è, e il 18,0% è indeciso. L’84,0% degli italiani però teme che gli interventi di efficientamento energetico possano costare troppo. Un timore condiviso dall’88,3% di chi ha redditi bassi e dall’81,3% dei più alti. L’88,2% degli italiani, inoltre, è convinto che le famiglie debbano avere supporto pubblico nel fronteggiare le spese per migliorare la sostenibilità della propria abitazione.

Gli effetti delle locazioni per turisti: affitti più alti e comuni meno vivibili

Il 37,2% degli italiani ritiene che le locazioni turistiche, comunemente definite ‘affitti brevi per turisti’, abbiano un impatto negativo sulla vita sociale ed economica dei comuni italiani, il 37,6% non condivide questa opinione, il 25,2% è indeciso.

Il 46,8% ritiene che le locazioni turistiche stiano trasformando in peggio i luoghi che frequenta, il 27,3% non concorda con questa valutazione e il 25,9% è indeciso.
Inoltre, il 44,4% ha notato un aumento del valore delle locazioni, che attribuisce alla tendenza a usare le case per il mercato delle locazioni per turisti.

Perchè l’audio entertainment ha tanto successo in Italia? 

L’audio entertainment continua a conquistare consensi in Italia, come conferma l’Audible Compass 2024, uno studio condotto da Verian per Audible. I dati evidenziano che nel 2024 ben il 76% degli italiani ha ascoltato almeno un audiolibro, un podcast o una serie audio, con un aumento del 6% rispetto al 2023 e dell’11% rispetto al 2022. La ricerca evidenzia con chiarezza che questo formato registra una diffusione sempre maggiore nel panorama culturale italiano.

Audiolibri e lettura: un binomio che funziona 

Lo studio mette in luce una relazione significativa tra l’ascolto di audiolibri e la lettura tradizionale. L’84% degli ascoltatori di audiolibri afferma di leggere più libri grazie a questo formato, mentre il 74% rileva un aumento complessivo delle proprie attività di lettura, sia cartacea sia digitale. I dati dimostrano come audiolibri e libri non siano in competizione, bensì complementari, offrendo un’esperienza di fruizione più ampia e flessibile.

La classifica degli audiolibri più ascoltati

Anche quest’anno, Audible.it propone una classifica variegata dei titoli più apprezzati. Al vertice troviamo un capolavoro della letteratura fantastica, La compagnia dell’Anello di J.R.R. Tolkien, letto da Massimo Popolizio. Seguono Cuore nero di Silvia Avallone, narrato da Chiara Francese, e L’età fragile di Donatella Pietrantonio, con la voce di Elena Lietti. Tra gli altri successi spiccano L’orizzonte della notte di Gianrico Carofiglio, narrato dall’autore stesso, e L’educazione delle farfalle di Donato Carrisi, interpretato da Angela Brusa e Alberto Angrisano. Non mancano contributi internazionali come Un animale selvaggio di Joel Dicker, letto da Paolo Buglioni.

Quanto conta la “voce” del narratore

La letteratura e la narrativa, insieme al thriller, dominano le preferenze degli ascoltatori, conquistando ciascuna il 48% delle preferenze. Seguono i generi storia, fantascienza e fantasy (37%) e la categoria salute e benessere (36%). Un elemento chiave nella scelta degli audiolibri è la voce del narratore: il 78% degli utenti considera questo aspetto determinante e il 64% cerca attivamente opere lette da narratori che già apprezza.

In sintesi, l’audio entertainment non solo si consolida come forma di intrattenimento sempre più popolare, ma arricchisce anche l’esperienza culturale e narrativa degli italiani.

Cybersecurity: aumentano le false VPN gratis sugli store ufficiali

Da tempo, i criminali informatici stanno sfruttando l’esigenza di privacy da parte degli internauti offrendo false VPN gratuite da scaricare, anche dagli store ufficiali. Tanto che nel terzo trimestre del 2024 il numero di utenti europei esposti ad app dannose spacciate per VPN è quadruplicato. 
Ma cos’è una VPN? Una Virtual Private Network (rete privata virtuale) è un servizio che offre sicurezza e privacy agli utenti celando il loro indirizzo IP.

In questo modo, gli Internet Service Provider (ISP) e altri fornitori di terze parti non possono monitorare i siti web visitati o i dati inviati e ricevuti dagli utenti.
Una delle funzioni più apprezzate delle VPN è la possibilità di ‘cambiare’ posizione, collegandosi a un server in un altro Paese, permettendo così di accedere a contenuti web, come ad esempio show e film su piattaforme di streaming, aggirando le restrizioni geografiche.

Malware nascosti in app dannose camuffate da VPN

I cybercriminali non si fermano mai, e colgono ogni occasione per mettere a segno i loro attacchi per introdursi nei sistemi degli utenti al fine di sottrarre dati, o chiedere un riscatto sottoforma di denaro.

Di fatto, nel terzo trimestre del 2024 gli esperti di Kaspersky hanno registrato un aumento di quattro volte rispetto al trimestre precedente nel numero di utenti in Europa che sono stati esposti a applicazioni che si spacciavano per VPN gratuite.
In realtà, queste app si sono rivelate essere malware o programmi che potrebbero essere sfruttati dai cybercriminali. E questa crescita è continuata anche nel quarto trimestre dell’anno.

Scoperta una botnet da 19 milioni di indirizzi IP unici in oltre 190 Paesi

Nel maggio 2024, le forze dell’ordine hanno smantellato una botnet (una rete di dispositivi informatici compromessi), nota come 911 S5.
Per creare questa botnet sono stati utilizzati diversi servizi VPN gratuiti (MaskVPN, DewVPN, PaladinVPN, ProxyGate, ShieldVPN e ShineVPN). Quando gli utenti installavano queste app, i loro dispositivi venivano trasformati in server proxy che indirizzavano il traffico di altri.

Questo network dannoso si estendeva su 19 milioni di indirizzi IP unici in oltre 190 Paesi in tutto il mondo, diventando probabilmente la più grande botnet mai creata.
Gli amministratori della botnet vendevano l’accesso ai server proxy infetti ad altri cybercriminali, che li utilizzavano per attacchi informatici, riciclaggio di denaro e frodi su larga scala.

È sempre meglio diffidare dei servizi gratuiti

“La domanda di app VPN è in forte crescita su tutte le piattaforme, inclusi smartphone e pc. Molti utenti credono che se una app VPN si trova in store affidabili, come Google Play, sia sicura e possa essere utilizzata per accedere a contenuti non disponibili nella loro zona – ha dichiarato Vasily Kolesnikov, esperto di sicurezza di Kaspersky -. In particolare, spesso si pensa che le app VPN gratuite siano quelle migliori. Tuttavia, questa convinzione può rivelarsi pericolosa, come dimostrano i recenti casi e le statistiche che evidenziano l’aumento delle app VPN malevole. Per proteggersi, è fondamentale scegliere un servizio VPN affidabile, e utilizzare contemporaneamente anche una soluzione di sicurezza adeguata”.

Aumento dei costi energetici, qual è la percezione degli italiani? 

Negli ultimi anni, i costi energetici in Italia hanno subito una forte impennata, colpendo duramente il budget delle famiglie e contribuendo al rialzo del costo della vita. Un sondaggio recente di tado, condotto su oltre 9.500 clienti (di cui 1.628 in Italia), ha rivelato che oltre l’80% degli italiani si aspetta che le bollette energetiche resteranno elevate per i prossimi tre anni.

Questa percezione è rafforzata dall’analisi delle tariffe energetiche, che evidenzia un forte incremento dei prezzi dal 2021, intensificato dalle tensioni geopolitiche.

Maggiore consapevolezza e strategie di risparmio

Con l’aumento delle spese, cresce la consapevolezza riguardo ai consumi, soprattutto per il riscaldamento domestico. Oltre la metà degli intervistati si dichiara oggi più preoccupata rispetto a cinque anni fa. In risposta a questi rincari, molti italiani stanno cercando soluzioni per contenere i costi. Tra le più comuni vi sono l’installazione di pannelli solari, il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici e l’adozione di pompe di calore.
Inoltre, dispositivi come i termostati intelligenti di tado consentono di ridurre i costi di riscaldamento e acqua calda in media del 22%, gestendo la temperatura di casa in modo più efficiente.

L’efficacia dei termostati intelligenti

I termostati intelligenti sono particolarmente apprezzati per la possibilità di controllare la temperatura di ogni stanza e di programmare automaticamente il riscaldamento. L’ultima versione di questi dispositivi integra ottimizzatori per pompe di calore e sensori wireless, e si adatta a oltre il 95% delle abitazioni in Europa. Semplici da installare e dotati di funzioni avanzate, offrono soluzioni efficaci per il risparmio energetico, trasformando qualsiasi radiatore con valvola termostatica in un dispositivo intelligente.

Consigli pratici per contenere i consumi

Alcune buone abitudini, però, possono aiutare le famiglie italiane a ridurre i costi energetici. Le pratiche da adottare sono sempre le stesse, facili. Ad esempio scegliere dispositivi che regolino automaticamente il riscaldamento. I termostati tado, ad esempio, abbassano la temperatura quando si esce di casa o spegnono il riscaldamento se rilevano una finestra aperta.

Anche promuovere l’isolamento della casa riduce i costi: controllare guarnizioni di porte e finestre ed effettuare riparazioni evita dispersioni di calore. Un buon isolamento delle pareti, del tetto e delle finestre mantiene il calore interno. E’ utile infine sfruttare il calore solare: aprire le tende durante il giorno e chiuderle di notte serve a conservare il calore.

Risparmio in Italia: come ci comportiamo nei confronti del “mettere da parte”?

In occasione della 100° Giornata Mondiale del Risparmio, Acri e Ipsos pubblicano i dati sull’atteggiamento degli italiani verso il risparmio, evidenziando una visione che unisce prudenza e adattamento alle trasformazioni economiche. La celebrazione di un secolo di cultura del risparmio offre l’occasione per riflettere su come il risparmio sia stato influenzato dai cambiamenti sociali ed economici.

Generazioni a confronto

La percezione e l’approccio al risparmio sono molto diversi tra le generazioni. I Boomers, ad esempio, vedono il risparmio principalmente come una garanzia di stabilità economica (46%), mentre i giovani lo associano a specifici obiettivi personali e di crescita.

I Millennials e la Gen Z, infatti, affermano in gran parte di avere priorità di risparmio diverse rispetto ai loro genitori (63% e 64% rispettivamente). Tuttavia, il 33% degli italiani ritiene di avere minori possibilità di risparmio rispetto alle generazioni passate, soprattutto per l’aumento del costo della vita e le difficoltà del mercato del lavoro.

Risparmio e scenari economici

Sebbene l’inflazione e i tassi di interesse siano in calo, migliorando parzialmente le prospettive di risparmio, gli italiani rimangono cauti rispetto alla situazione economica generale. Secondo l’indagine, l’ottimismo è in lieve crescita, grazie alla fiducia nelle proprie capacità di gestione finanziaria e all’incremento dei salari.

Il 49% delle famiglie segnala un miglioramento nel tenore di vita rispetto ai livelli pre-pandemici, mentre la soddisfazione per la propria situazione economica è aumentata dal 56% al 64%.

Prospettive per il futuro e fiducia nell’Unione Europea

Gli italiani sono generalmente fiduciosi nel miglioramento della loro situazione economica personale, anche se le aspettative per l’economia nazionale ed europea restano caute, con differenze significative tra giovani e generazioni più mature.

Nonostante la crescente incertezza nei confronti dell’Unione Europea, soprattutto tra le fasce d’età più alte, il 61% degli italiani ritiene che uscire dall’UE sarebbe un errore.

L’impatto sociale

Oggi quasi metà delle famiglie riesce a risparmiare, riducendo spese non essenziali e razionalizzando i consumi. Il risparmio viene visto come un valore di supporto alla stabilità del Paese, con i giovani particolarmente orientati verso un consumo consapevole e responsabile, considerandolo un aiuto anche alla società. Le associazioni di categoria e il Terzo Settore sono percepiti come pilastri per la coesione sociale, con un forte coinvolgimento nel volontariato, specialmente tra i giovani.

In conclusione, il risparmio si conferma essenziale nella vita degli italiani, non solo come fonte di sicurezza personale, ma anche come strumento per una crescita economica e sociale responsabile e sostenibile.

eCommerce in Italia: nel 2024 raggiunti 58,8 miliardi di euro

Nel 2024, l’eCommerce rappresenta il 13% del totale del mercato retail in Italia, rispetto al 12,5% dell’anno precedente. Questo dato testimonia una crescita costante, sebbene a un ritmo meno intenso rispetto agli anni passati.

L’eCommerce si conferma come un elemento fondamentale per lo sviluppo del commercio al dettaglio e delle abitudini di consumo degli italiani.

Arredamento, home living e Beauty i settori in crescita

Tra i comparti di prodotto più dinamici spiccano l’Arredamento e home living (+12%), il Beauty&Pharma (+12%) e il Food&Grocery (+7%), che mostrano tassi di crescita superiori alla media. Altri settori come l’Informatica ed elettronica di consumo (+5%), l’Abbigliamento (+5%) e l’Auto e Ricambi (+4%) seguono con incrementi positivi, ma più contenuti.

Nel campo dei servizi, il settore Turismo e Trasporti traina la crescita con un +8%, seguito dalle Assicurazioni (+5%) e da un mercato editoriale che rimane stabile con un modesto +1%.

Il valore dell’eCommerce B2C

Gli acquisti online dei consumatori italiani nel 2024 valgono 58,8 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto al 2023. Il valore degli acquisti online di servizi ha raggiunto 20,6 miliardi di euro (+8%), grazie soprattutto al turismo e ai ticket per eventi, mentre l’eCommerce di prodotto si attesta a 38,2 miliardi (+5%).

L’AI e la realtà estesa sono le tecnologie emergenti

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, l’eCommerce continuerà a evolvere attraverso l’innovazione tecnologica. L’Intelligenza Artificiale (AI) e la realtà estesa (Extended Reality) stanno trasformando il modo in cui le aziende interagiscono con i consumatori e ottimizzano i processi.

L’AI viene impiegata in ogni fase del processo d’acquisto, dalla promozione alla gestione della logistica, migliorando l’esperienza utente e aumentando l’efficienza operativa. La realtà estesa offre nuove possibilità per esperienze virtuali di acquisto, come il “virtual try-on”.

Il futuro dell’eCommerce tra sostenibilità e personalizzazione

Oltre all’innovazione tecnologica, cresce l’attenzione verso modelli di consumo più consapevoli. Sempre più consumatori scelgono articoli di seconda mano, soprattutto nei settori dell’abbigliamento e dell’arredamento. I brand stanno adattando le loro strategie per rispondere a queste nuove tendenze, integrando il mercato dell’usato nelle loro offerte.

Conclusioni

L’eCommerce in Italia continua a crescere, anche se in modo più contenuto rispetto agli anni passati. Le aziende stanno investendo in nuove tecnologie e modelli di business per ottimizzare i processi e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, sempre più attenti alla sostenibilità e alla personalizzazione dei servizi.

Le auto italiane sono vecchie: in media sfiorano i 12 anni

Dai dati di un’analisi condotta da Facile.it, a settembre 2024 l’età media delle auto che viaggiano sulle strade del nostro Paese è salita a 11 anni e 8 mesi, addirittura il 3% in più rispetto a un anno prima. 

In sostanza, il parco di automobili circolante in Italia è sempre più vecchio, tanto che considerata l’età ‘avanzata’ dei veicoli sono sempre di più gli italiani che optano per l’assistenza stradale. Infatti, in fase di sottoscrizione della polizza Rc auto, tra coloro che scelgono una garanzia accessoria il 39% opta per l’assistenza stradale.
Ma l’anzianità di una vettura, oltre a essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e una peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto. 

L’Rc auto costa di più se la vettura è agée 

L’analisi di Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito, e ha calcolato, a parità di condizioni, quanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.
Di fatto, con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, una cifra che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni, e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. In pratica, una differenza del 38% in quattro anni.

In Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia circolano le più anziane

Guardando all’età media delle vetture nelle varie regioni italiane, dall’analisi emerge che le auto più vecchie si trovano in Basilicata, dove a settembre 2024 l’età delle auto ha raggiunto 13 anni e 9 mesi, 2 anni in più rispetto alla media nazionale.

Al secondo e terzo posto della classifica si posizionano il Molise, con auto in media di 13 anni e 7 mesi, e a pari merito, la Calabria e la Sicilia, dove sempre in media, le vetture hanno ‘compiuto’ 13 anni e 6 mesi.
Ai piedi del podio si posiziona il parco auto della Sardegna, con un’età media di 13 anni e 1 mese.

In Toscana le automobili hanno in media 1 anno in meno

Al lato opposto della classifica si piazza la Toscana, dove circolano le auto più ‘giovani’ della Penisola.
Lo scorso mese infatti l’età media delle vetture toscane era di 10 anni e 7 mesi, 1 anno in meno rispetto alla media italiana.

Seguono le auto in Lombardia, con 11 anni e 1 mese, e il Lazio, con in media 11 anni e 2 mesi.
Quarto posto tra le più virtuose per l’Emilia-Romagna, con una media d’età pari a 11 anni e 5 mesi, seguita dal Piemonte (11 anni e 7 mesi).