Autore: giuliax56

Cybersecurity: aumentano le false VPN gratis sugli store ufficiali

Da tempo, i criminali informatici stanno sfruttando l’esigenza di privacy da parte degli internauti offrendo false VPN gratuite da scaricare, anche dagli store ufficiali. Tanto che nel terzo trimestre del 2024 il numero di utenti europei esposti ad app dannose spacciate per VPN è quadruplicato. 
Ma cos’è una VPN? Una Virtual Private Network (rete privata virtuale) è un servizio che offre sicurezza e privacy agli utenti celando il loro indirizzo IP.

In questo modo, gli Internet Service Provider (ISP) e altri fornitori di terze parti non possono monitorare i siti web visitati o i dati inviati e ricevuti dagli utenti.
Una delle funzioni più apprezzate delle VPN è la possibilità di ‘cambiare’ posizione, collegandosi a un server in un altro Paese, permettendo così di accedere a contenuti web, come ad esempio show e film su piattaforme di streaming, aggirando le restrizioni geografiche.

Malware nascosti in app dannose camuffate da VPN

I cybercriminali non si fermano mai, e colgono ogni occasione per mettere a segno i loro attacchi per introdursi nei sistemi degli utenti al fine di sottrarre dati, o chiedere un riscatto sottoforma di denaro.

Di fatto, nel terzo trimestre del 2024 gli esperti di Kaspersky hanno registrato un aumento di quattro volte rispetto al trimestre precedente nel numero di utenti in Europa che sono stati esposti a applicazioni che si spacciavano per VPN gratuite.
In realtà, queste app si sono rivelate essere malware o programmi che potrebbero essere sfruttati dai cybercriminali. E questa crescita è continuata anche nel quarto trimestre dell’anno.

Scoperta una botnet da 19 milioni di indirizzi IP unici in oltre 190 Paesi

Nel maggio 2024, le forze dell’ordine hanno smantellato una botnet (una rete di dispositivi informatici compromessi), nota come 911 S5.
Per creare questa botnet sono stati utilizzati diversi servizi VPN gratuiti (MaskVPN, DewVPN, PaladinVPN, ProxyGate, ShieldVPN e ShineVPN). Quando gli utenti installavano queste app, i loro dispositivi venivano trasformati in server proxy che indirizzavano il traffico di altri.

Questo network dannoso si estendeva su 19 milioni di indirizzi IP unici in oltre 190 Paesi in tutto il mondo, diventando probabilmente la più grande botnet mai creata.
Gli amministratori della botnet vendevano l’accesso ai server proxy infetti ad altri cybercriminali, che li utilizzavano per attacchi informatici, riciclaggio di denaro e frodi su larga scala.

È sempre meglio diffidare dei servizi gratuiti

“La domanda di app VPN è in forte crescita su tutte le piattaforme, inclusi smartphone e pc. Molti utenti credono che se una app VPN si trova in store affidabili, come Google Play, sia sicura e possa essere utilizzata per accedere a contenuti non disponibili nella loro zona – ha dichiarato Vasily Kolesnikov, esperto di sicurezza di Kaspersky -. In particolare, spesso si pensa che le app VPN gratuite siano quelle migliori. Tuttavia, questa convinzione può rivelarsi pericolosa, come dimostrano i recenti casi e le statistiche che evidenziano l’aumento delle app VPN malevole. Per proteggersi, è fondamentale scegliere un servizio VPN affidabile, e utilizzare contemporaneamente anche una soluzione di sicurezza adeguata”.

Aumento dei costi energetici, qual è la percezione degli italiani? 

Negli ultimi anni, i costi energetici in Italia hanno subito una forte impennata, colpendo duramente il budget delle famiglie e contribuendo al rialzo del costo della vita. Un sondaggio recente di tado, condotto su oltre 9.500 clienti (di cui 1.628 in Italia), ha rivelato che oltre l’80% degli italiani si aspetta che le bollette energetiche resteranno elevate per i prossimi tre anni.

Questa percezione è rafforzata dall’analisi delle tariffe energetiche, che evidenzia un forte incremento dei prezzi dal 2021, intensificato dalle tensioni geopolitiche.

Maggiore consapevolezza e strategie di risparmio

Con l’aumento delle spese, cresce la consapevolezza riguardo ai consumi, soprattutto per il riscaldamento domestico. Oltre la metà degli intervistati si dichiara oggi più preoccupata rispetto a cinque anni fa. In risposta a questi rincari, molti italiani stanno cercando soluzioni per contenere i costi. Tra le più comuni vi sono l’installazione di pannelli solari, il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici e l’adozione di pompe di calore.
Inoltre, dispositivi come i termostati intelligenti di tado consentono di ridurre i costi di riscaldamento e acqua calda in media del 22%, gestendo la temperatura di casa in modo più efficiente.

L’efficacia dei termostati intelligenti

I termostati intelligenti sono particolarmente apprezzati per la possibilità di controllare la temperatura di ogni stanza e di programmare automaticamente il riscaldamento. L’ultima versione di questi dispositivi integra ottimizzatori per pompe di calore e sensori wireless, e si adatta a oltre il 95% delle abitazioni in Europa. Semplici da installare e dotati di funzioni avanzate, offrono soluzioni efficaci per il risparmio energetico, trasformando qualsiasi radiatore con valvola termostatica in un dispositivo intelligente.

Consigli pratici per contenere i consumi

Alcune buone abitudini, però, possono aiutare le famiglie italiane a ridurre i costi energetici. Le pratiche da adottare sono sempre le stesse, facili. Ad esempio scegliere dispositivi che regolino automaticamente il riscaldamento. I termostati tado, ad esempio, abbassano la temperatura quando si esce di casa o spegnono il riscaldamento se rilevano una finestra aperta.

Anche promuovere l’isolamento della casa riduce i costi: controllare guarnizioni di porte e finestre ed effettuare riparazioni evita dispersioni di calore. Un buon isolamento delle pareti, del tetto e delle finestre mantiene il calore interno. E’ utile infine sfruttare il calore solare: aprire le tende durante il giorno e chiuderle di notte serve a conservare il calore.

Risparmio in Italia: come ci comportiamo nei confronti del “mettere da parte”?

In occasione della 100° Giornata Mondiale del Risparmio, Acri e Ipsos pubblicano i dati sull’atteggiamento degli italiani verso il risparmio, evidenziando una visione che unisce prudenza e adattamento alle trasformazioni economiche. La celebrazione di un secolo di cultura del risparmio offre l’occasione per riflettere su come il risparmio sia stato influenzato dai cambiamenti sociali ed economici.

Generazioni a confronto

La percezione e l’approccio al risparmio sono molto diversi tra le generazioni. I Boomers, ad esempio, vedono il risparmio principalmente come una garanzia di stabilità economica (46%), mentre i giovani lo associano a specifici obiettivi personali e di crescita.

I Millennials e la Gen Z, infatti, affermano in gran parte di avere priorità di risparmio diverse rispetto ai loro genitori (63% e 64% rispettivamente). Tuttavia, il 33% degli italiani ritiene di avere minori possibilità di risparmio rispetto alle generazioni passate, soprattutto per l’aumento del costo della vita e le difficoltà del mercato del lavoro.

Risparmio e scenari economici

Sebbene l’inflazione e i tassi di interesse siano in calo, migliorando parzialmente le prospettive di risparmio, gli italiani rimangono cauti rispetto alla situazione economica generale. Secondo l’indagine, l’ottimismo è in lieve crescita, grazie alla fiducia nelle proprie capacità di gestione finanziaria e all’incremento dei salari.

Il 49% delle famiglie segnala un miglioramento nel tenore di vita rispetto ai livelli pre-pandemici, mentre la soddisfazione per la propria situazione economica è aumentata dal 56% al 64%.

Prospettive per il futuro e fiducia nell’Unione Europea

Gli italiani sono generalmente fiduciosi nel miglioramento della loro situazione economica personale, anche se le aspettative per l’economia nazionale ed europea restano caute, con differenze significative tra giovani e generazioni più mature.

Nonostante la crescente incertezza nei confronti dell’Unione Europea, soprattutto tra le fasce d’età più alte, il 61% degli italiani ritiene che uscire dall’UE sarebbe un errore.

L’impatto sociale

Oggi quasi metà delle famiglie riesce a risparmiare, riducendo spese non essenziali e razionalizzando i consumi. Il risparmio viene visto come un valore di supporto alla stabilità del Paese, con i giovani particolarmente orientati verso un consumo consapevole e responsabile, considerandolo un aiuto anche alla società. Le associazioni di categoria e il Terzo Settore sono percepiti come pilastri per la coesione sociale, con un forte coinvolgimento nel volontariato, specialmente tra i giovani.

In conclusione, il risparmio si conferma essenziale nella vita degli italiani, non solo come fonte di sicurezza personale, ma anche come strumento per una crescita economica e sociale responsabile e sostenibile.

eCommerce in Italia: nel 2024 raggiunti 58,8 miliardi di euro

Nel 2024, l’eCommerce rappresenta il 13% del totale del mercato retail in Italia, rispetto al 12,5% dell’anno precedente. Questo dato testimonia una crescita costante, sebbene a un ritmo meno intenso rispetto agli anni passati.

L’eCommerce si conferma come un elemento fondamentale per lo sviluppo del commercio al dettaglio e delle abitudini di consumo degli italiani.

Arredamento, home living e Beauty i settori in crescita

Tra i comparti di prodotto più dinamici spiccano l’Arredamento e home living (+12%), il Beauty&Pharma (+12%) e il Food&Grocery (+7%), che mostrano tassi di crescita superiori alla media. Altri settori come l’Informatica ed elettronica di consumo (+5%), l’Abbigliamento (+5%) e l’Auto e Ricambi (+4%) seguono con incrementi positivi, ma più contenuti.

Nel campo dei servizi, il settore Turismo e Trasporti traina la crescita con un +8%, seguito dalle Assicurazioni (+5%) e da un mercato editoriale che rimane stabile con un modesto +1%.

Il valore dell’eCommerce B2C

Gli acquisti online dei consumatori italiani nel 2024 valgono 58,8 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto al 2023. Il valore degli acquisti online di servizi ha raggiunto 20,6 miliardi di euro (+8%), grazie soprattutto al turismo e ai ticket per eventi, mentre l’eCommerce di prodotto si attesta a 38,2 miliardi (+5%).

L’AI e la realtà estesa sono le tecnologie emergenti

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, l’eCommerce continuerà a evolvere attraverso l’innovazione tecnologica. L’Intelligenza Artificiale (AI) e la realtà estesa (Extended Reality) stanno trasformando il modo in cui le aziende interagiscono con i consumatori e ottimizzano i processi.

L’AI viene impiegata in ogni fase del processo d’acquisto, dalla promozione alla gestione della logistica, migliorando l’esperienza utente e aumentando l’efficienza operativa. La realtà estesa offre nuove possibilità per esperienze virtuali di acquisto, come il “virtual try-on”.

Il futuro dell’eCommerce tra sostenibilità e personalizzazione

Oltre all’innovazione tecnologica, cresce l’attenzione verso modelli di consumo più consapevoli. Sempre più consumatori scelgono articoli di seconda mano, soprattutto nei settori dell’abbigliamento e dell’arredamento. I brand stanno adattando le loro strategie per rispondere a queste nuove tendenze, integrando il mercato dell’usato nelle loro offerte.

Conclusioni

L’eCommerce in Italia continua a crescere, anche se in modo più contenuto rispetto agli anni passati. Le aziende stanno investendo in nuove tecnologie e modelli di business per ottimizzare i processi e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, sempre più attenti alla sostenibilità e alla personalizzazione dei servizi.

Le auto italiane sono vecchie: in media sfiorano i 12 anni

Dai dati di un’analisi condotta da Facile.it, a settembre 2024 l’età media delle auto che viaggiano sulle strade del nostro Paese è salita a 11 anni e 8 mesi, addirittura il 3% in più rispetto a un anno prima. 

In sostanza, il parco di automobili circolante in Italia è sempre più vecchio, tanto che considerata l’età ‘avanzata’ dei veicoli sono sempre di più gli italiani che optano per l’assistenza stradale. Infatti, in fase di sottoscrizione della polizza Rc auto, tra coloro che scelgono una garanzia accessoria il 39% opta per l’assistenza stradale.
Ma l’anzianità di una vettura, oltre a essere probabile causa di minore sicurezza per i passeggeri e una peggiore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto. 

L’Rc auto costa di più se la vettura è agée 

L’analisi di Facile.it ha preso in considerazione il profilo di un assicurato residente in provincia di Milano, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito, e ha calcolato, a parità di condizioni, quanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.
Di fatto, con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’Rc auto è di circa 206 euro, una cifra che sale a 228 euro se il veicolo ha 12 anni, e raggiunge addirittura i 284 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni. In pratica, una differenza del 38% in quattro anni.

In Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia circolano le più anziane

Guardando all’età media delle vetture nelle varie regioni italiane, dall’analisi emerge che le auto più vecchie si trovano in Basilicata, dove a settembre 2024 l’età delle auto ha raggiunto 13 anni e 9 mesi, 2 anni in più rispetto alla media nazionale.

Al secondo e terzo posto della classifica si posizionano il Molise, con auto in media di 13 anni e 7 mesi, e a pari merito, la Calabria e la Sicilia, dove sempre in media, le vetture hanno ‘compiuto’ 13 anni e 6 mesi.
Ai piedi del podio si posiziona il parco auto della Sardegna, con un’età media di 13 anni e 1 mese.

In Toscana le automobili hanno in media 1 anno in meno

Al lato opposto della classifica si piazza la Toscana, dove circolano le auto più ‘giovani’ della Penisola.
Lo scorso mese infatti l’età media delle vetture toscane era di 10 anni e 7 mesi, 1 anno in meno rispetto alla media italiana.

Seguono le auto in Lombardia, con 11 anni e 1 mese, e il Lazio, con in media 11 anni e 2 mesi.
Quarto posto tra le più virtuose per l’Emilia-Romagna, con una media d’età pari a 11 anni e 5 mesi, seguita dal Piemonte (11 anni e 7 mesi).

Gli italiani e la biodiversità: poco informati, ma d’accordo sulla necessità di preservala 

Cosa sanno gli italiani della biodiversità? Poco. Secondo l’indagine commissionata da Findus ad AstraRicerche, dal titolo ‘Gli italiani e la biodiversità’, su questo tema la conoscenza appare è limitata. Oltre un italiano su due (56%) ammette di avere informazioni frammentarie o inesistenti, mentre sembra più preparata la GenZ, il cui livello di consapevolezza, tra chi dichiara di saperne molto o abbastanza, sale al 57%, rispetto al 44% della media nazionale. 

Tra i dati emersi, emerge quindi la necessità di una maggiore educazione e sensibilizzazione sulla biodiversità. Lo pensa il 90,2% degli intervistati.
Inoltre, secondo l’84,5%, una maggiore informazione sul tema favorirebbe, almeno in parte, comportamenti pro-ambiente.

Per l’85% è una necessità urgente

Il livello di informazione cresce all’aumentare dell’età. Tanto che ne di biodiversità sa molto o abbastanza il 38% degli 11-14enni, il 32% dei bambini di 8-10 anni e il 18% dei piccoli tra 5-7 anni.
Oltre l’80% di bambini e ragazzi manifesta poi il desiderio che a scuola si parli di più di natura, ecologia, biodiversità. E la grande maggioranza degli italiani (85,5%) ritiene necessario preservare la biodiversità dei vari ecosistemi del mondo con opportune azioni, e per il 54,8% si tratta di una necessità urgente.

Mari e oceani sono considerati gli ambienti più minacciati (79,8%), seguiti dalle foreste (72,2%) e dai ghiacciai (61,6%).

Ognuno deve fare la sua parte

Anche le aziende possono svolgere la loro parte, contribuendo positivamente alla conservazione della biodiversità senza compromettere l’efficienza e la sostenibilità economica (85%).

In merito alle azioni da compiere per proteggere la biodiversità, gli italiani ritengono fondamentale riciclare correttamente i rifiuti (65,6%), sostenere il rimboschimento, e penalizzare le produzioni che si basano sul disboscamento (61,6%).
Sono azioni ritenute rilevanti anche evitare lo spreco di acqua (57,5%), ridurre i consumi quando possibile (53,8%) e aumentare il numero e l’estensione delle aree protette (52,7%).

Piantare un albero o un fiore

Lo stesso ordine di azioni è condiviso anche dalle generazioni più giovani (5-14 anni), che ritengono fondamentale anche piantare un albero o un fiore (32,1%) e ripulire dall’immondizia le aree naturali (31,2%). Ad esempio, un parco vicino a casa o una spiaggia.

Somministrata ad agosto 2024 a un campione rappresentativo di 1.528 persone tra 18 e 65 anni, e 607 giovanissimi tra 5 e 14 anni, la ricerca è stata presentata in occasione del lancio del progetto ‘Futuro Fiorito’, che dal 24 al 28 settembre trasforma l’edicola di Piazza XXIV Maggio a Milano in un’oasi in fiore, ospitando attività e workshop per educare le persone di tutte le età alla salvaguardia del Pianeta.

Moda online, un mercato quadruplicato rispetto al Retail offline

Nel 2024 il canale online della moda segna un incremento del 12,5%, pari a 4 volte la percentuale di crescita dell’offline.
Il 31% dei ricavi del settore Fashion a livello mondiale arriva dagli acquisti online, con le spese da mobile che pesano più della metà (63%) per abbigliamento, accessori e calzature.
Secondo l’undicesima edizione di Netcomm Focus Fashion & Lifestyle (“Leading customer experience: esperienze aumentate, personalizzate, live e omnicanale”) in Italia le aziende stanno stanziando ingenti investimenti per migliorare l’esperienza di acquisto online, puntando in particolare sull’ampia scelta e l’acquisto facile, veloce ed efficiente.

Nella macrocategoria abbigliamento, calzature, gioielli e accessori, il primo driver di acquisto è infatti l’assortimento (38%), seguito da prezzo/spese di consegna (35,6%), politica dei resi (26,9%), semplicità, velocità ed efficienza dell’acquisto (27,7%), con la consegna tramite Home Delivery preferita dal 76,6% degli utenti.

I brand del lusso

Nel primo semestre 2024 i ricavi dei brand di lusso evidenziano un calo delle vendite di oltre il 10% rispetto all’anno precedente.
I consumatori del lusso ‘beyond money’ nel settore Fashion, che superano la soglia di spesa di 50mila euro annui, sono raddoppiati tra il 2013 e il 2023, e con loro anche la percentuali di spending.

Il calo delle vendite è registrato invece tra gli acquirenti di lusso ‘aspirazionali’, che rimangono sotto la soglia di spesa di 5mila euro.
Di conseguenza, esiste uno sbilanciamento tra numero di acquirenti e ricavi del settore, dove lo 0,5% dei clienti determina il 25% dei ricavi, mentre il 96% ne determina il 63%.

Canali e strategie innovative

In Europa il 29% delle vendite Fashion online passa dai marketplace, e l’Italia, insieme al Belgio, registra il maggior numero di vendite tramite questo canale. Anche il Social Commerce si configura un asset rivoluzionario per il settore moda. Nel 2024 le vendite tramite social sono aumentate notevolmente, e TikTok nel Regno Unito detiene già l’1,4% del mercato fashion online.
Altro elemento cruciale nella fase di pianificazione strategica di sourcing, produzione e marketing, è la sostenibilità.

Oggi il contrasto tra modelli di business (Second Hand vs Fast Fashion) è sempre più evidente, con il Second Hand che prende piede ovunque e ha il suo apice di crescita e diffusione in Francia, dove registra il 18,1% delle vendite online (Italia, 8,6%).

Opportunità dell’AI

In Italia molte aziende del settore Fashion stanno progressivamente integrando le tecnologie AI. Ad esempio, nell’ambito della messa a punto di Intelligent Stores, modelli di business basati su decentramento, ottimizzazione e trasparenza.
I retailer italiani stanno già sfruttando l’AI per ottenere una visione approfondita di prestazioni e tendenze di consumo, ottimizzare le strategie pubblicitarie, gestire l’inventario e supportare l’interazione con i clienti.

Ma l’AI costituisce anche un elemento di supporto nella gestione della catena di approvvigionamento, e l’utilizzo di algoritmi può essere finalizzato alla personalizzazione delle campagne marketing. Inoltre, l’impiego di realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) consente di rivoluzionare l’esperienza di shopping riducendo il tasso dei resi.

Istat: buone notizie, a luglio aumentano le vendite al dettaglio 

Finalmente qualche segnale positivo per l’economia italiana. Lo rivela l’Istat, che sottolinea che nel mese di luglio 2024 le vendite al dettaglio hanno registrato una crescita significativa. L’incremento congiunturale è dello 0,5% in valore e dello 0,3% in volume.

Questo risultato positivo interessa sia i beni alimentari, che hanno visto un aumento dello 0,5% in valore e dello 0,4% in volume, sia i beni non alimentari, in crescita dello 0,6% in valore e dello 0,2% in volume. I dati evidenziano una ripresa nel settore del commercio, con un miglioramento sia nel valore monetario delle vendite sia nella quantità di beni venduti.

Tendenze del trimestre maggio-luglio 2024

Nel trimestre che va da maggio a luglio 2024, le vendite al dettaglio hanno mantenuto un andamento positivo in termini congiunturali. In valore, il settore ha registrato un aumento dello 0,3%, mentre in volume le vendite sono rimaste stabili. In particolare, le vendite dei beni alimentari sono cresciute sia in valore (+0,5%) sia in volume (+0,2%).

I beni non alimentari, invece, hanno segnato un lieve incremento in valore (+0,1%) ma una contrazione in volume (-0,2%). Questo andamento suggerisce che, nonostante i consumatori stiano spendendo di più, la quantità effettiva di beni acquistati non alimentari è leggermente diminuita.

Confronto tendenziale con luglio 2023

Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, le vendite al dettaglio a luglio 2024 mostrano un incremento dell’1,0% in valore e dello 0,1% in volume. Per i beni alimentari, si osserva una crescita dello 0,3% in valore, mentre il volume delle vendite è sceso dello 0,7%, segno che i consumatori stanno pagando di più per quantità inferiori di prodotti alimentari. I beni non alimentari, invece, registrano una crescita sia in valore (+1,4%) sia in volume (+0,6%), a testimonianza di un aumento sia nei prezzi che nella quantità di beni acquistati.

Andamento dei beni non alimentari e distribuzione

Tra i beni non alimentari, quasi tutti i settori hanno segnato variazioni tendenziali positive. Il maggiore incremento si è registrato nei prodotti di profumeria e cura della persona (+6,0%), mentre il calo più marcato ha riguardato i giochi, giocattoli e articoli per lo sport e il campeggio (-1,7%).

Infine, rispetto a luglio 2023, le vendite sono aumentate nella grande distribuzione (+0,8%), nelle piccole imprese (+1,0%) e nel commercio elettronico (+4,1%), mentre le vendite al di fuori dei negozi hanno subito una leggera flessione (-0,3%).

A Milano si legge di più. Romanzi storici, thriller e rosa i più amati

Per il dodicesimo anno di fila Milano si conferma al primo posto tra le città italiane che leggono di più, seguita da Pavia e Siena, che conservano la seconda e la terza posizione.
Questo il podio della classifica delle città italiane che leggono di più, condotta da Amazon.it sulla base dei dati raccolti nella finestra temporale che va da luglio 2023 a giugno 2024.

Quanto ai generi preferiti, dai classici intramontabili alle novità più recenti, gli italiani mostrano una forte passione per la narrativa storica, i thriller e i romanzi rosa. Molto apprezzati, però, anche i testi di formazione e consultazione.

Formato digitale o carta stampata?

Dopo  Milano, Pavia e Siena il quarto posto della classifica è raggiunto da Pisa, seguita da Padova e Bologna al quinto e sesto. Anche Cagliari fa la sua comparsa nella top 10, conquistando il settimo posto.
Roma, invece, supera Firenze, posizionandosi all’ottavo posto, mentre il capoluogo toscano scivola al nono. Chiude la classifica Trieste, città storicamente legata a grandi scrittori.

Amazon ha analizzato anche altre informazioni legate alle abitudini dei lettori italiani che accedono alla piattaforma. Ad esempio, mentre Bologna, Padova e Cagliari prediligono i formati digitali, Milano, Pavia e Roma sono le città più fedeli al fascino della carta stampata.

Italiani sempre pronti ad accogliere nuovi racconti con entusiasmo

“È affascinante scoprire la varietà di libri, autori e generi più popolari e amati dagli italiani – ha dichiarato Andrea Pasino, responsabile di Amazon Kindle Direct Publishing per Italia, Francia e Spagna -.. I dati dimostrano quanto la passione per la lettura sia diffusa nel nostro paese, che si tratti di nuovi romanzi di autori affermati o di titoli proposti da scrittori emergenti e talentuosi. Dalle evidenze emerge che indipendentemente dal genere letterario, il pubblico italiano è sempre pronto ad accogliere nuovi racconti con entusiasmo”.

Un concorso letterario per aspiranti scrittori

Nel comunicato rilasciato da Amazon.it, riporta Adnkronos, viene anche ricordata l’edizione 2024 di ‘Amazon Storyteller’, il primo premio letterario in Italia dedicato ad aspiranti scrittori e autori affermati. Fino al 31 agosto 2024, gli autori possono inviare le loro opere inedite tramite Amazon Kindle Direct Publishing.

“Con Kindle Direct Publishing, e in particolare, con il nostro premio letterario Amazon Storyteller, ci impegniamo a sostenere e promuovere una pluralità di autori e voci, rendendo le storie che raccontano accessibili a milioni di lettori in tutto il mondo”, ha aggiunto Andrea Pasino.
I lettori avranno un ruolo cruciale nella selezione del vincitore di Amazon Storyteller 2024. Tutti i libri partecipanti saranno disponibili su Amazon.it e leggibili su vari dispositivi tramite l’app Kindle. Il vincitore sarà annunciato a novembre 2024 durante l’Indie Book Fest a Roma.

Viaggi e food: il buon cibo è determinante per il successo della vacanza

Secondo uno studio condotto da TheFork, il 96% degli utenti della piattaforma ritiene che mangiare bene sia determinante per il successo di una vacanza.
Oltre la metà (52%) dichiara che vivere un’esperienza gastronomica piacevole sia un fattore importante per poter poi affermare, una volta rientrati a casa, di aver passato bene le proprie vacanze. E per il 44% questo è molto importante.

L’aspetto culinario diventa ancora più importante tra chi prenoterà last-minute, che secondo un sondaggio di WeRoad, a cui hanno risposto 4.500 viaggiatori di Italia, Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna, corrisponde al 55% di chi partirà quest’estate.
Tra loro, il 51% sceglierà la destinazione anche in base ai cibi tipici da assaggiare.

I profili dei viaggiatori gastronomici

La scelta di quale tipologia di viaggio, meta e ristorante dipende dunque dal profilo del viaggiatore.
TheFork e WeRoad hanno individuato 5 profili tipo di viaggiatori ‘food’ con gusti inequivocabili.
Per ognuno di loro, TheFork e WeRoad hanno selezionato una destinazione europea coerente con il profilo, poiché il 41% di chi prenoterà all’ultimo momento viaggerà in Europa.

E il primo profilo è quello dell’Autentico. Affascinato dalle città d’arte, interpreta la cucina come un tratto distintivo della cultura della propria destinazione. Il viaggio consigliato quindi è ‘Autentico: Portogallo 360°’.

Gourmet e Conviviale

Il Gourmet ama la comodità, e in vacanza è disposto a concedersi qualche coccola in più. Le sue mete ideali sono le città d’arte o le vacanze rilassanti in spiaggia. Spazio quindi alle cucine mediterranee e a esperienze fine dining. Da non perdere per il Gourmet ‘Francia Express Food & Wine: la via dello Champagne da Parigi a Reims’.

Il Conviviale, spinto a viaggiare dalla voglia di socializzare mette invece al centro dell’esperienza il gruppo e lo spirito di amicizia.
La scelta del ristorante è quindi orientata verso locali capaci di accogliere tavolate numerose, proponendo un buon rapporto qualità-prezzo, piatti sinceri e servizio celere e cordiale. La destinazione più consigliata è ‘Andalusia 360°: Siviglia, Malaga, Cordoba e Granada’.

Green ed Esploratore

Il viaggiatore Green ha un approccio slow e orientato a limitare l’impatto del viaggio sull’ambiente. I suoi ristoranti favoriti sono quelli che limitano l’uso delle proteine di origine animale e che privilegiano ingredienti locali, stagionali e bio e preparazione tipiche del territorio.
Il viaggio ideale? ‘Nord Europa in treno: Danimarca, Svezia e Norvegia’.

Quanto all’Esploratore, è il viaggiatore che ama la scoperta di nuove culture e paesaggi, lanciandosi a capofitto in avventure anche impegnative come trekking e safari.
Sulla cucina non ha dubbi: sapori originali, decisi e piatti anche estremi. Meta da scoprire ‘Tour Isole Azzorre: alla scoperta di Sao Miguel’.