SIC: nel 2023 vale 20,4 miliardi, lo 0,95% del PIL
Nel 2023 il valore economico complessivo del Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic) è stimato in 20,4 miliardi di euro, pari allo 0,95% del Pil.
Si conferma la rilevanza della pubblicità online, che con 7 miliardi di euro (34,7% del Sic) e una crescita del 12,2%, amplia ulteriormente il divario rispetto alla raccolta pubblicitaria sui mezzi tradizionali, stabile a circa 5 miliardi (24,6% del Sic).
Quanto alla distribuzione delle risorse tra i diversi operatori, nel provvedimento rilasciato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nella seduta del 17 dicembre, nessuno degli operatori realizza ricavi superiori alla soglia del 20%.
I soggetti con quote almeno pari all’1% restano dodici, gli stessi del 2022, pur con alcuni avvicendamenti nelle posizioni, e rappresentano congiuntamente il 69,3% delle risorse complessive.
Rai, Alphabet/Google, gruppo Fininvest, Comcast/Sky primi 4 operatori
I primi due operatori si attestano su valori superiori al 10%, gli operatori che superano la soglia dell’8%, pur rimanendo sotto al 10%, sono tre, uno in più rispetto al 2022.
Rai mantiene la prima posizione, con una quota del 12,3% (-0,7%) e Alphabet/Google conferma il secondo posto(11,8%, +0,4%), con una riduzione del divario tra primo e secondo operatore.
Seguono, il gruppo Fininvest (9,4%, -0,4%) e Comcast/Sky (9,2%, -0,75%).
Si conferma la rilevanza delle piattaforme online
Tra gli altri, si riscontra la rilevanza delle piattaforme online che vedono crescere il proprio peso sul totale delle risorse, con Meta/Facebook che occupa la quinta posizione e detiene una quota superiore all’8%. Amazon, Netflix e DAZN + si collocano al sesto, settimo e nono posto, con un’incidenza dei propri ricavi rispettivamente del 4,5%, 3,3% e 2,4%.
Sotto il profilo della composizione del Sic, considerando le aree di attività economica si evidenzia il ruolo prevalente dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, che con quasi 8,9 miliardi di euro assorbono il 44% delle risorse economiche complessive (-1,2%). All’interno dell’area, i servizi in chiaro (4,8 miliardi), registrano una lieve flessione (-1,3%), per la contrazione delle risorse provenienti da fondi pubblici, mentre i servizi a pagamento (3,5 miliardi), mostrano una dinamica positiva.
La radio cresce del 4,5%
La crescita della componente online (+20,9%), compensa ampiamente il calo del segmento tradizionale (-5%).
La radio, con il 7% dei ricavi dell’area, cresce del 4,5%. Seguono l’editoria elettronica e la pubblicità online, la cui incidenza sul Sic si avvicina al 36% (+2,2%) dovuto in particolare alla pubblicità online, che rappresenta il 97% del comparto.
L’editoria tradizionale scende al 14%: la contrazione delle entrate del 6,1% riflette la crisi strutturale del settore, che interessa vendita di copie e raccolta pubblicitaria.
Completano il quadro, la pubblicità esterna, con 715 milioni di euro (+8,8%) e un’incidenza del 4% sul Sic, e il cinema, 523 milioni di euro (+37,3%), grazie soprattutto alla crescita del box office.